La situazione dell’Africa merita attenzione, perché questa può divenire o l’elemento che trainerà lo sviluppo globale dei prossimi 30 anni o l’elemento di destabilizzazione del contesto internazionale, generando nuovi conflitti incontrollabili.

L’Africa è oggi segnata da forti tensioni interne, e va ricordato che le nuove tecnologie della digitalizzazione e della decarbonizzazione richiedono materie prime che sono in Africa e a queste sono rivolti gli interessi americani e cinesi. Occorre che i Paesi sviluppati e i Paesi africani investano insieme in educazione e ricerca nell’interesse del mondo intero, che ha bisogno di pace e di crescita sostenibile. Le università africane si stanno concentrando sull’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, per affrontare le problematiche di economie in rapida crescita, a partire dalla diseguaglianza interna tra aree urbane in espansione e zone rurali a rischio di abbandono. L’Europa sottovaluta la situazione africana, più attenta ad inventare meccanismi di respingimento che ad investire insieme per formare le nuove classi dirigenti africane.

L’Africa, che non vuole rimanere schiacciata tra la crescente pressione finanziaria cinese e il monopolio digitale americano, richiede all’Unione europea di assumersi le responsabilità di una cooperazione paritaria, abbandonando derive protezioniste e svolgendo un ruolo propositivo a livello globale.

Guglielmo Bernabei

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 14 febbraio 2025

(Articolo della Rubrica settimanale “Pillole di economia”)

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