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UNA LETTERA PER RIFLETTERE E... AIUTARE

Chi sono gli Indigentiattenti: una lettera di presentazione all'Arcivescovo S. E. Mons. Luigi Negri

06/09/2014

05 settembre 2014
Alla cortese attenzione di
S.E.R. Mons. Luigi Negri
Arcivescovo Diocesi di Ferrara


Ecc. Rev.ma,
avendo conoscenza del Suo animo dispensatore di provvidenza verso gli ultimi, Le inviamo due note che raccontano chi siamo e cosa facciamo.
Siamo un gruppo di persone che, nonostante una laurea e un master, si sono ritrovate a vivere nella condizione di senza dimora a causa della crisi in corso da tempo, qualcuno ha anche perso una famiglia perché certe condizioni danneggiano senza limiti.
Ci siamo resi conto che gli aiuti delle varie Caritas diocesane erano assistenziali e non sempre adeguati, ci siamo detti che l’assistenza è necessaria per i bambini, le persone anziane ed i malati non autosufficienti, per tutti gli altri occorre rendere dignità.
Frequentando la gente “della strada” ci siamo accorti che ci sono tanti furbetti, molti che si sono arresi e adattati, ma anche chi non vuole pensare di non potersi rialzare.
Molti non hanno le basi culturali e le conoscenze per fare richieste, cercare soluzioni o richiedere cure perché la strada porta presto a sviluppare problematiche psicosomatiche e psicologiche, tra queste la più frequente è la schizofrenia, facile da sviluppare e difficile da sconfiggere.
Lo scorso giugno il S. Padre, Papa Francesco, durante una messa a Santa Marta ha sottolineato che S.Pietro e S.Paolo non andavano dai tessalonicesi o dagli efesini e dicevano loro di fare una onlus o aprire un conto corrente, “Loro andavano e facevano”!
Essendo il nostro un gruppo che si da speranza mantenendo al centro di tutto la preghiera, ci siamo detti che quello che potevamo dire era nulla se confrontato con quello dei Santi Apostoli, da qui l’idea di non costituirci.
Il nostro pensiero è “meno Caritas e più dignitas”, pur apprezzando il compito della Caritas nel sostegno alle povertà.
Raccogliamo i fondi chiedendo a benefattori e spiegando loro che dare denaro a chiunque si presenta disperde forze. A volte troviamo qualche parroco che ci lascia fare un annuncio a fine della S. Messa che dura circa 45 secondi e all’esterno della chiesa raccogliamo quello che la provvidenza concede, un po sullo stile che viene utilizzato per la vendita di “Scarp de tenis” giornale dei senza dimora.
Non abbiamo materiali illustrativi o depliant, non possiamo permetterci queste cose, siamo però in grado di rendicontare le spese che affrontiamo al centesimo ed anche a chi ci lascia solo qualche euro.
Noi, quelli che compongono il gruppo di base, viviamo alla pari con i più poveri, senza paure perché se il Padre Nostro provvede agli uccelli che non lavorano, provvederà certamente meglio per noi che siamo i Suoi figli.
Abbiamo presentato un nostro progetto di aiuto volto al ritorno verso una vita dignitosa al Santo Padre, tramite don Sergio Mercanzin, direttore di Russia Ecumenica, che è stato il primo a credere in noi. I nostri progetti non spendono ma si ammortizzano e permettono di aiutare altri.
Adesso abbiamo attenzione particolare per i nostri fratelli che fuggono da terre devastate e cercano qui una vita serena.
Bene, speriamo di essere riusciti a dare un’idea di “indigenti attenti” anche a Vostra Ecc.za e sarà certamente lo Spirito Santo ad aiutarla nell’accoglimento del nostro messaggio.
Ringraziamo per il tempo e l’attenzione dedicati alla presente e con l’occasione Le inviamo i nostri saluti chiedendoLe un aiuto ed una preghiera per le nostre utopie sociali.

Davide Negri e Dmitrji Fasoli
Coordinatori


Quello che abbiamo realizzato:
1) nel periodo natalizio non abbiamo voluto fare il classico pranzo per i poveri che ormai sa di ben poco, sia nell’intenzione che nel concreto. Abbiamo raccolto dei fondi, poi li abbiamo distribuiti a famiglie in difficoltà che avrebbero passato un S. Natale davvero triste. Abbiamo chiesto loro di invitare un povero, magari cercandolo tra quelli che chiedono provvidenza fuori dalle chiese o nei vari angoli della città. Le persone coinvolte vivono in località diverse. Una famiglia di egiziani, di fede cattolica copta ha invitato un ragazzo mussulmano, questo quando ha sentito degli attentati da parte degli integralisti islamici alle chiese copte ha proposto di passare il S. Natale nel digiuno e nella preghiera. Così è avvenuto, seguendo la propria fede quel giorno in quella casa è accaduto questo. Il pranzo in programma lo hanno consumato nel giorno di S. Stefano.
Una coppia di anziani, andando contro il nostro parere negativo, ha invitato due sorelle di etnia Rom che incontrano ogni domenica fuori dalla chiesa, la nostra preoccupazione era basata sul fatto che due ragazze cresciute nella cultura del furto avrebbero potuto creare danno a due anziani che hanno enormi problemi ad arrivare a fine mese. Invece nn è successo nulla, anzi i due anziani hanno dovuto accettare che le ospiti ripulissero la cucina e lavato i piatti.
Come siano andati gli altri 65 pranzi a questo punto non era più importante, anche se tutti sono andati bene, abbiamo avuto un esempio così grande da questi che poteva ripagare ampiamente ogni nostro sforzo.

2) dopo il naufragio che è costato la vita a molti profughi avvenuto lo scorso settembre, nei giorni successivi altre due imbarcazioni più piccole hanno lasciato vite in mare. Su una di queste c’erano quattro ragazze e cinque ragazzi. Due ragazze erano in stato di gravidanza a causa di violenze subite durante i mesi di attesa in Libia. Quando sono arrivati non hanno trovato posto nella stessa casa di accoglienza ed hanno rifiutato le proposte. Grazie ad un notaio trentino che ci ha prestato una casa abbiamo ospitato queste persone, poi la provvidenza del Signore arriva sempre e ci ha fatto conoscere due anziani coniugi senza figli e parenti prossimi che hanno una piccola azienda agricola per produrre frutta. Da due anni regalavano i raccolti a chi voleva andarseli a prendere perché non si sentivano più di fare quel duro lavoro. Abbiamo proposto loro di ospitare nella casa dei salariati i ragazzi e le ragazze ed hanno accettato. Oggi sono felici per la velocità con cui apprendono il lavoro e sono anche nonni putativi di un bimbo e una bimba. La preghiera e la fede possono tutto.

3) Nel mese di giugno abbiamo trovato tre minori italoegiziani con la loro mamma italiana, fuggiti dall'Egitto in seguito a persecuzioni verso tutti i bambini che non frequentavano scuole islamiche, erano costretti a vivere da senza dimora, con l'aiuto della Prof. Chiara Giaccardi, insegnate di sociologia alla Cattolica di Milano, che li ha accolti presso la sua casa per famiglie in difficoltà, riuscendo così a dar loro una vita dignitosa ed a oggi pare si stiano inserendo nel sociale di Como dove si spera abbiano un futuro libero e migliore.

4) Un nostro collaboratore che vive in Sicilia ci ha raccontato che ci sono cinque ragazze originarie dell'Eritrea che stanno per diventare madri e vivono in un centro di accoglienza di fortuna. Le ragazze eritree sono merce ambita per i procacciatori di giovani prostitute da inserire nei night club gestiti dalle associazioni di delinquenti locali. Sappiamo che il bisogno di denaro e la vita trascorsa fanno il gioco del male in questi casi e cerchiamo di portarle in Trentino, dove abbiamo una casa a disposizione, sperando che il loro futuro sia quello di una vita dignitosa e non dedita al guadagno facile.

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