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IL VESCOVO INCONTRA IL MONDO IMPRENDITORIALE FERRARESE

UCID Ferrara invita alla Sala San Francesco martedì 27 maggio alle ore 18

26/05/2014

Nella lettera Enciclica di Benedetto XVI “CARITAS IN VERITATE” si legge: “…la dottrina sociale della Chiesa… è « caritas in veritate in re sociali »: annuncio della verità dell’amore di Cristo nella società. Tale dottrina è servizio della carità, ma nella verità. La verità preserva ed esprime la forza di liberazione della carità nelle vicende sempre nuove della storia. È, a un tempo, verità della fede e della ragione, nella distinzione e insieme nella sinergia dei due ambiti cognitivi. Lo sviluppo, il benessere sociale, un’adeguata soluzione dei gravi problemi socio-economici che affliggono l’umanità, hanno bisogno di questa verità. Ancor più hanno bisogno che tale verità sia amata e testimoniata. Senza verità, senza fiducia e amore per il vero, non c’è coscienza e responsabilità sociale, e l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società, tanto più in una società in via di globalizzazione, in momenti difficili come quelli attuali”. E’ dalla assoluta rilevanza di queste parole che nasce il desiderio dell’Arcivescovo Mons. Luigi Negri di incontrare tutte le realtà economiche e imprenditoriali del nostro territorio per un confronto sui temi delicati e particolarmente attuali dell’economia e del mondo del lavoro. Non dobbiamo dimenticare il richiamo di Papa Francesco, nell’omelia del Primo Maggio, proprio sul tema della dignità dell’uomo attraverso il lavoro: «Oggi - ha detto - benediciamo san Giuseppe come lavoratore: ma questo ricordo di san Giuseppe lavoratore ci rimanda a Dio lavoratore, a Gesù lavoratore. E questo del lavoro è un tema molto, molto, molto evangelico. “Signore - dice Adamo - col lavoro guadagnerò da vivere”. Ma è di più. Perché questa prima icona di Dio lavoratore ci dice che il lavoro è qualcosa di più che guadagnarsi il pane: il lavoro ci dà la dignità! Chi lavora è degno, ha una dignità speciale, una dignità di persona: l’uomo e la donna che lavorano sono degni». Chi non lavora, dunque, non ha questa dignità. Ma ci sono tante persone «che vogliono lavorare e non possono». E questo «è un peso per la nostra coscienza, perché quando la società è organizzata in tal modo» e «non tutti hanno la possibilità di lavorare, di essere “unti” dalla dignità del lavoro, quella società non va bene: non è giusta! Va contro lo stesso Dio, che ha voluto che la nostra dignità incominci di qua». «Anche Gesù — ha proseguito il Pontefice — sulla terra ha lavorato tanto, nella bottega di san Giuseppe. Ma ha lavorato anche fino alla Croce. Ha fatto quello che il Padre gli aveva comandato di fare. Io penso oggi a tante persone che lavorano e portano questa dignità... Ringraziamo il Signore! E siamo consci che la dignità non ce la dà il potere, il denaro, la cultura, no!... La dignità ce la dà il lavoro», anche se la società non consente a tutti di lavorare.
Massimo Manservigi