NEWS

OMELIA NELLA MESSA DI RINGRAZIAMENTO PER LA CANONIZZAZIONE DI GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

Cattedrale di Ferrara - 27 aprile 2014

28/04/2014

Sia lodato Gesù Cristo!
La Chiesa degli apostoli giunge fino a noi, nella sua identità nuova, nella sua comunione di vita, nella sua condivisione delle cose buone e delle cose meno buone, segnata nella grandezza di pochi e dall’inesorabile limite di molti. La Chiesa: Una, Santa, Cattolica ed Apostolica, formata già nelle prime ore dopo la morte e la Risurrezione del Signore, viene tramandata, di generazione in generazione, nella sua oggettività. Tutto questo è possibile perché il Signore ha commesso la guida ultima della Chiesa ad un uomo, a Pietro e ai suoi successori. È per questo che la Chiesa ci viene incontro, dopo duemila anni, con la stessa sfolgorante novità degli atti e insieme segnata dalle inevitabili difficoltà dei tempi. Senza il Papa la Chiesa sarebbe travolta dai possibili errori, dalle divisioni, dalle contrapposizioni, dagli egoismi e dalle gelosie. La Chiesa è conservata nella sua unità, difesa contro gli errori, perché il Papa difende l’ortodossia della Chiesa. La Chiesa è rigenerata nella sua carità perché il Papa presiede, dalla sede di Roma, la carità universale, come già diceva Sant’Ignazio di Antiochia all’inizio del II Secolo. La Chiesa di Dio ha ritenuto e solennemente proclamato Santi due Pontefici romani, e ha riconosciuto che il loro cammino di fede, fino al servizio nel supremo pontificato, è stato un cammino di santità obiettiva, registrabile, riconoscibile, accreditata da tutto ciò che la Chiesa esige che sia presente affinché un cristiano si possa definire santo.
Due papi santi che, nell’esercizio del loro supremo magistero, hanno compiuto un cammino di fede eroico e riconoscibile. Tutti e due hanno ricevuto la fede dalle generazioni che li hanno preceduti. Un seme buono di fede nel cuore di Angelo Roncalli consegnato a lui, ancora bambino, dalla grande tradizione della fede lombarda che aveva creato una civiltà. La civiltà della vita quotidiana. La civiltà in cui la vita quotidiana diventa espressione della straordinarietà di Dio, e anche la fatica del vivere, le ingiustizie, la fame, le sofferenze in qualche modo servono a maturare la vita della persona. Custodito e maturato da questa fede, Roncalli salì tutti gli scalini della vita ecclesiale, servendo generosamente la Chiesa con tutte le sue forze, e quando gli fu proposto il pontificato che non desiderava, a cui non aspirava, e per il quale non si sentiva ovviamente pronto, stese le sue braccia nel gesto della obbedienza.
Wojtyla ricevette la fede nel vivo della più straordinaria esperienza di fede che la vita cristiana e la società civile d’occidente abbiano mai sperimentato. Dal cuore della Chiesa, del popolo polacco, dove intensità di fede e culto della dignità personale e sociale, amore alla Chiesa e dedizione al popolo sono un tutt’uno straordinario che solca la vita della civiltà europea. Piegato come il suo popolo da due terribili dittature, seppe diventare padre del popolo di Cracovia e poi padre di tutta la santa Chiesa di Dio. Si presentò al mondo con il cuore colmo di quello che lui stesso definì: «Lo stupore della vita rinnovata». La fede è esperienza dello stupore di una vita rinnovata che dal proprio cuore trabocca verso gli uomini e verso il mondo. Fu padre della missione della Chiesa perché fece scoprire alla Chiesa che la missione è il grande movimento di autorealizzazione della Chiesa. La fede si matura e si irrobustisce donandola. Comunicò la fede in modo rinnovato ai cristiani e aprì davanti agli occhi degli uomini del suo tempo la fede secondo una modalità così essenziale e così nuova, che molti uomini riscoprirono che era più giusto vivere come uomini di buona volontà anziché come uomini di cattiva volontà, cioè al servizio del demonio. Ha dominato il suo tempo. Non a tutti i cristiani è concesso, ma a Giovanni Paolo II è stato concesso di sovrastare il terrore delle ideologie e di riaprire la Chiesa al cuore degli uomini. Di lui e solo di lui, a mia memoria negli ultimi secoli, è stato detto: «quest’uomo ha cambiato il corso della storia». Mentre altri uomini avevano servito l’inesorabile andare della storia verso l’annullamento dell’uomo e della sua dignità, Giovanni Paolo II si mise di fronte a queste forze scatenate del male e seppe imprimere alla storia, alla storia della Chiesa, alla storia dell’umanità, alla storia di ciascuno di noi, una direzione nuova. Quest’uomo ha cambiato il corso della storia. Così sia.

Saluti finali
Vi sono personalmente molto grato per la partecipazione a questo momento in cui la nostra Chiesa ha inteso esprimere al Signore una gratitudine profonda per il grande evento di questa mattina. Non posso non esprimere anche, davanti a tutti, la mia gratitudine per il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi che, inviandoci due reliquie dei due nuovi santi, ci ha concesso di onorarli in maniera così singolare e concreta. Sono anche grato ai presbiteri che hanno celebrato con me questa Eucaristia. Noi chiediamo ai due nuovi santi di aiutare la chiesa a riprendere vigorosamente la sua identità senza cedere a nessuna lusinga, neanche quella di essere ritornata popolare, perché la vera popolarità della Chiesa è la fedeltà al suo Signore e l’inesorabile tensione a comunicare Cristo a tutti gli uomini che vivono accanto a noi.
(testo non rivisto dall’autore)