NEWS

MESSAGGIO PER LA GIORNATA DELLA SCUOLA CATTOLICA

10/12/2013

Carissimi figli e figlie della Chiesa particolare di Ferrara e Comacchio,
ho inteso celebrare in questa domenica, per la prima volta nella nostra Arcidiocesi, la festa della scuola cattolica. La scuola cattolica, alla quale ho dedicato oltre cinquant’anni della mia vita, è un fattore fondamentale nella vita della Chiesa e per la vita della società. La Chiesa detiene, per la fede, una concezione della vita, dei rapporti fra gli uomini, fra gli uomini e la realtà, col presente e col passato, una cultura autentica. Giovanni Paolo II la definiva una cultura adeguata. Questa cultura deve essere conosciuta in modo consapevole, approfondita nelle sue ragioni, tesa a diventare un patrimonio, un’esperienza di vita, che si sperimenta nella nostra quotidianità e tende ad essere comunicata a tutti i nostri fratelli uomini, nel fermento della vita e dei suoi rapporti. La Chiesa ha sempre vissuto questa responsabilità attuando, nell’ambito della propria vita ecclesiale, forme e modi di educazione e di istruzione. Nella sua storia ha anche creato strutture direttamente dipendenti da Lei, in cui questo cammino di maturazione critica e sistematica della cultura della fede diventasse l’esperienza affascinante dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima giovinezza. Contemporaneamente la Chiesa ha educato i suoi figli, soprattutto gli adulti - genitori ed insegnanti - ad essere presenti nelle istituzioni scolastiche statali con la tensione ad essere testimoni della fede e promotori di autentica educazione e cultura.
Voi sapete che da troppo tempo ormai nel nostro paese è negata di fatto, o gravemente discriminata, una scuola che non venga ritenuta, a torto, una scuola statale o pubblica. Mentre non posso non fare un’altra volta pressione, per quel che posso, sulle autorità istituzionali, perché si passi a una revisione globale della situazione dell’educazione e dell’istruzione nel nostro paese, intendo comunque affermare che la scuola cattolica è, per la mia concezione e per la vita pastorale della nostra Arcidiocesi, un fatto determinante e irrinunciabile.
Perciò invito tutte le famiglie e tutte le comunità parrocchiali a considerare l’importanza della presenza della scuola cattolica ed assumersi generosamente tutti i sacrifici che sono connessi al mantenimento e allo sviluppo di questa scuola.
Centinaia e centinaia di scuole cosiddette paritarie, in questi ultimi anni, sono state costrette a chiudere per l’insensibilità e la disaffezione delle strutture istituzionali.
I cattolici impegnati in politica, secondo la varietà delle opzioni che hanno creduto legittimamente di scegliere, non hanno dato - almeno negli ultimi dieci anni – nessuno incremento significativo al riaprirsi del problema di un autentico pluralismo culturale ed educativo. Riprendiamoci dunque, fratelli e sorelle, la nostra responsabilità ad essere testimoni e promotori, in questa società, della scuola che nasce dalla Chiesa e dalla sua esperienza ecclesiale; e ad essere attivamente presenti, nelle istituzioni scolastiche e pubbliche, come testimoni e portatori di questa cultura.
Incomincia un cammino importante!
Questa data io credo debba essere considerata da tutti come una data fondamentale per il nostro presente e per il nostro futuro.
A tutti i genitori, ai catechisti, alle catechiste, agli insegnanti di Religione, agli altri insegnanti, a tutti, chiedo di immedesimarsi vivamente con le preoccupazioni e le direttive che ho espresso in questo mio intervento.

Benedico tutti di cuore.
+ Luigi Negri Arcivescovo di Ferrara-Comacchio