NEWS

A Ferrara e Comacchio: due iniziative che vanno al cuore

12/11/2013

Nel cuore di Ferrara

1700 visitatori, 31 guide, 50 ore di apertura. Un vero successo per la Mostra “Io sono di Gesù” sulla figura del beato Rolando Rivi

Dal 4 al 10 Novembre la Cattedrale di Ferrara ha ospitato la mostra dedicata alla testimonianza del seminarista martire Rolando Rivi. La mostra, curata dallo scrittore Emilio Bonicelli, reca come titolo le parole pronunciate da Rolando: “Io sono di Gesù”. Parole con cui rispondeva alla madre che, preoccupata per l’uccisione di numerosi sacerdoti, vittime dell’odio ideologico contro la Chiesa, lo esortava a togliersi la talare. Essere qualcuno per Rolando coincideva con
l’essere di Qualcuno. Rolando non poteva togliersi quella veste, segno della sua appartenenza a Cristo, né poteva togliersi di dosso quell’amore che lo aveva conquistato e che lo rendeva capace di amare tutti, di cercare tutti, di stare con tutti. Era diventato una “calamita”, specie per i giovani del paese, e questo era un pericolo per un’ideologia che cercava di attirare i ragazzi e plasmarne pensieri ed educazione. Rolando ha subito il martirio nel 1945; sette anni più tardi gli esecutori dell’assassinio sono stati condannati a 23 anni di carcere. Ma per lungo tempo questa storia è passata sotto silenzio. Dopo la beatificazione del servo di Dio, avvenuta il 5 ottobre scorso a Modena, grazie all’iniziativa dell’Arcivescovo è stato possibile ospitare la mostra in Cattedrale. Nell’Omelia del 5 novembre Mons. Negri ha affermato che oggi prevale una cultura del nulla, che dà l’illusione di essere liberi, ma che non consegna un ideale per cui spendere la vita, un ideale che ampli gli orizzonti e renda l’uomo davvero creativo.
A questa cultura, ha continuato l’Arcivescovo, la Chiesa risponde con la testimonianza di una vita piena di letizia e di sacrificio, come quella di Rolando Rivi. Emilio Bonicelli, curatore della mostra, durante la sua presentazione in Cattedrale, ha affermato che il tesoro di Rolando, cioè la purezza di una vita plasmata dall’amore per Gesù, deve essere comunicato, annunciato. Grande successo dell’iniziativa come potete leggere a pag. 1 e 3 del prossimo numero de “la Voce”.

A Comacchio: “Non abbiate paura!”: una serata per imparare a condividere e reagire insieme.

Le Parrocchie del Duomo e Rosario di Comacchio hanno organizzato un momento di riflessione inserito nella programmazione pastorale per far passare il messaggio di non soccombere alle paure, alle difficoltà che prima o poi tutti nella vita potrebbero trovarsi ad affrontare.

Per una volta, di sabato sera, la Sala Polivalente di Palazzo Bellini a Comacchio è stata teatro di una serata di grande sensibilità, che ha coniugato musica a testimonianze su temi di cui non è sempre facile parlare. Sabato 9 novembre, infatti, le Parrocchie del Duomo e Rosario di Comacchio hanno organizzato “Non abbiate paura!”, un momento di riflessione inserito nella programmazione pastorale per far passare il messaggio di non soccombere alle paure, alle difficoltà che prima o poi tutti nella vita potrebbero trovarsi ad affrontare: un’esortazione a condividerle insieme e a reagire, magari unendosi ad altri, proprio come hanno fatto le associazioni ospiti. Sul palco si sono infatti succeduti alcuni gruppi, rappresentativi di alcune delle “paure” che la vita odierna ci porta a fronteggiare – la disoccupazione, la malattia, la morte di un familiare - che hanno riportato la loro esperienza, spronati dalle domande della moderatrice Lucia Felletti. Leggi il resto a pag. 9 del prossimo numero de “la Voce”.