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Omelia la Madonna del Mare

02/06/2019

Porto Garibaldi, 2 giugno 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


“Ave maris stella”, “Ti saluto o Stella del mare”. Con queste parole di un antico inno mariano di oltre mille anni fa salutiamo insieme, oggi, Maria, che sentiamo vicina alla nostra terra, ma anche al nostro mare, perché vicina alla nostra vita di ogni giorno, cari fratelli e sorelle. Maria, insieme ai discepoli, è una testimone della Pasqua, ma anche dell’Ascensione, solennità che oggi celebriamo. Le parole di questo inno mariano incrociano la Parola di Dio di oggi, perché chiedono a Maria di illuminarci, di allontanare il male dalla nostra vita, di regalarci ogni bene e di proteggerci “nel nostro viaggio”, nel cammino della vita, “porta del cielo”.
La pagina evangelica che abbiamo ascoltato ci regala ancora le parole di Gesù ai suoi discepoli nel momento dell’addio, parole che ricordano come dalla passione, morte e risurrezione di Gesù, dalla Pasqua nasce la predicazione della Chiesa, che ha al centro la conversione e il perdono dei peccati. Gesù che sale al cielo quaranta giorni dopo la Pasqua ricorda il tempo dell’Esodo del popolo ebraico e lascia alla Chiesa l’impegno della conversione e della testimonianza della misericordia di Dio, ma anche li rende felici: “tornarono a Gerusalemme con grande gioia”.
Gli Atti degli apostoli, di cui abbiamo ascoltato oggi la pagina iniziale, è la storia di questa testimonianza che da Gerusalemme si estende a tutto il mondo, con nuove persone che si convertono – come Paolo – con una Chiesa che cresce nel perdono e nella misericordia. Luca scrive a ‘Teofilo’, nel quale possiamo identificarci. Anche noi, infatti, siamo i destinatari della testimonianza di Maria e degli Apostoli, illuminati e sostenuti dal dono dello Spirito, dopo l’Ascensione. Gesù che ritorna al Padre rende Maria e i discepoli pieni di fede e capaci di testimonianza. E come Maria, da Madre di Dio e della Chiesa, ha accompagnato i discepoli nella testimonianza di fede fino a dare la vita, così accompagna oggi noi suoi figli, perché siamo capaci di una fede e di una testimonianza di vita cristiana. La fede e la santità del quotidiano di Maria accompagna il nostro cammino di fede e di santità. Come ricorda Papa Francesco in quel bellissimo paragrafo di Gaudete ed exsultate, l’esortazione apostolica sulla santità: “Per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi. Molte volte abbiamo la tentazione di pensare che la santità sia riservata a coloro che hanno la possibilità di mantenere le distanze dalle occupazioni ordinarie, per dedicare molto tempo alla preghiera. Non è così. Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali.
Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita (cfr Gal 5,22-23)” (G.E. 14). Queste parole di Papa Francesco ci ricordano come camminare con Maria significa mettersi alla sua scuola: imparare i suoi silenzi, la sua attesa, la sua preghiera, la sua carità, la sua sofferenza. La pagina della lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato ci ricorda che, come Maria, anche noi abbiamo “la piena libertà” di condividere la storia di Gesù, accostandoci a Lui con fede e, soprattutto, “con cuore sincero”, purificando il nostro animo da ogni sentimento di egoismo e di malvagità. Il Signore ci rende liberi e ci sostiene con la sua grazia: tocca a noi fare la scelta di fidarci di Lui, di dire a Lui il nostro “sì” come è stata capace Maria, di purificare il nostro cuore e rinnovare la nostra vita, chiamati anche noi alla santità come la Vergine e Madre di Dio.
Chiudo con le parole mariane con cui Papa Francesco conclude l’esortazione apostolica Gaudete et exsultate , dedicata alla nostra chiamata alla santità: “(Maria) ha vissuto come nessun altro le Beatitudini di Gesù. Ella è colei che trasaliva di gioia alla presenza di Dio, colei che conservava tutto nel suo cuore e che si è lasciata attraversare dalla spada. È la santa tra i santi, la più benedetta, colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna. Lei non accetta che quando cadiamo rimaniamo a terra e a volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci consola, ci libera e ci santifica. La Madre non ha bisogno di tante parole, non le serve che ci sforziamo troppo per spiegarle quello che ci succede. Basta sussurrare ancora e ancora: «Ave o Maria…»” (G.E 176).