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La Madonna di Lourdes, l’Immacolata

12/02/2019

Comacchio, 11 Febbraio 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, come ogni anno ci fermiamo ai piedi di Maria, nell’anniversario della sua apparizione a Lourdes, l’11 febbraio 1858. E’ una delle occasioni più belle per ritrovarci attorno all’Eucaristia in tanti. Domandiamoci: perché ogni anno ci ritroviamo qui? Cosa vediamo di così importante in questa memoria, in questo ricordo mariano? A queste domande cerchiamo di rispondere, accompagnati dalla Parola di Dio di oggi. Il brano del libro della Genesi che abbiamo ascoltato è il più antico racconto biblico della creazione. Il cielo e la terra, le acque, il tempo, la vegetazione, la luce a cui seguirà la creazione degli animali e infine dell’uomo sono opera di Dio. La Parola di Dio crea. La Parola di Dio, che è Amore, anche genera. In Maria avviene questo straordinario evento: il Figlio di Dio nasce da una donna, entra nella storia grazie al sì di una giovane donna, Maria. In Maria Dio inizia una nuova creazione, nel senso che rinnova il suo amore agli uomini e alle donne mandando suo Figlio, Gesù Cristo. E Maria, donna tra le donne, nella sua umanità diventa Colei attraverso la quale Dio inizia una storia nuova, una storia di grazia appoggiata alla libertà di Maria. E’ questa storia umana nuova di Maria che prende il nome di Immacolata Concezione. E’ questo dogma, da poco proclamato da papa Pio IX, che ritorna a Lourdes. Lo riconosciamo nelle parole di Maria a una giovane donna, Bernardette, che neppure ne conosce il significato. Lourdes, possiamo dire, è il luogo che conferma la verità di Maria Immacolata: il dogma a Lourdes non si esprime a parole, ma nelle migliaia di guarigioni che ancora continuano dopo 150 anni.
Interessante che nel brano evangelico di Marco che abbiamo ascoltato, Gesù guarisce i malati, in città e villaggi. L’attenzione ai malati, come ai piccoli, ai semplici e ai poveri caratterizza la missione di Gesù. Molto bella questa annotazione dell’evangelista, che le persone che “toccano anche solo il lembo del mantello” vengono guarite e salvate. Questa parola “toccare” indica che Gesù non è un fantasma, esprime la realtà e l’umanità di Gesù e come, attraverso di essa, le persone trovano la salute e la salvezza. Salute e salvezza quasi si confondono per ricordare che Gesù, il Messia, è venuto a incontrare l’uomo nella sua debolezza, nei suoi limiti per portare la salute al corpo, ma è anche venuto per dare un senso, una prospettiva alla vita dell’uomo, a indicargli la salvezza. In questo senso l’azione di Gesù non distingue poveri o ricchi, ma a tutti è destinata la salute e la salvezza, anche alla donna cananea, di cui Gesù esalta la fede e per questo le guarisce la figlia. Non solo Gesù, ma anche i discepoli e Maria che hanno avuto fede in Gesù Salvatore, condividono dopo la Risurrezione e la Pentecoste il dono di guarire i malati. La loro storia con Gesù diventa motivo di grazia e di grazie. A Lourdes, soprattutto, i malati percepiscono questa condivisione del dono della guarigione di Maria con il Figlio. Non solo perché alcuni ricevono la grazia della salute, ma soprattutto perché vivono in comunione con altri malati un’esperienza di fede, una vita di grazia. Maria ci aiuta a camminare nella fede e i santuari, in particolare il santuario di Lourdes, sono case in cui la Madre di Dio e della Chiesa continua a essere vicina a suo Figlio e, con suo Figlio, a essere vicina alle gioie e alle speranze, alle tristezze e alle angosce del popolo di Dio. E ancora oggi è vicina a noi e noi sentiamo questa vicinanza e la dimostriamo con questa devozione che trova sempre Maria al primo posto. A questo proposito, nell’esortazione Amoris Laetitia Papa Francesco ha un bel passaggio mariano: “Nel tesoro del cuore di Maria ci sono anche tutti gli avvenimenti di ciascuna delle nostre famiglie, che ella conserva premurosamente. Perciò può aiutarci a interpretarli per riconoscere nella storia familiare il messaggio di Dio” (n. 30).
Cari fratelli e sorelle, preghiamo la Madonna di Lourdes, a cui i vostri padri e le vostre madri, insieme ai Vescovi e ai sacerdoti, hanno voluto dedicare un altare particolare in questo Duomo, riproducendo la grotta di Massabielle davanti al quale molti sposi hanno consacrato il loro amore, perché continui ad essere vicina a ciascuno di noi, alle nostre famiglie, alle nostre parrocchie, alla città di Comacchio come Madre di grazie, Immacolata. Qui come a Lourdes. Oggi come ieri.