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Omelia Giornata per la vita 2019: “Alziamo i bambini"

04/02/2019

Ferrara, 3 febbraio 2019
S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

“Una cosa che noi in Europa non vediamo e che ho visto qui in Panama. Alzano i loro bambini e ti dicono: questa è la mia vittoria, questo è il mio orgoglio, questo è il mio futuro. Nell’inverno demografico che noi stiamo vivendo in Europa, soprattutto in Italia, questo ci deve far pensare. Qual è il nostro orgoglio? Il turismo, le vacanze, la villa, il cagnolino o il figlio?”. Ho voluto iniziare questa omelia, cari fratelli e sorelle, con le parole rivolte da Papa Francesco ai giornalisti, nel suo viaggio di ritorno dalla Giornata mondiale della gioventù di Panama (27.1.2019). Papa Francesco è rimasto impressionato di come in questi Paesi del Centro America i bambini, i figli sono il centro di tutta la loro vita e, al tempo stesso, il futuro del loro Paese. La cultura della vita informa l’esistenza delle famiglie, ordina le loro risorse. Un Paese poco meno grande dell’Emilia Romagna per numero di abitanti (4 milioni di persone), con un tasso di fecondità del 2,5 – doppio rispetto all’Emilia Romagna – un tasso di natalità di 18 bambini ogni 1000 abitanti e di 5 morti ogni 1000 abitanti – contrariamente all’Emilia Romagna dove a fronte di 7,5 nascite ci sono 11,5 morti, un numero di cattolici che corrispondono al 91,3% della popolazione.
Al tempo stesso il Papa guarda a noi, al nostro stile di vita europeo, che vive un inverno demografico e ci pone una domanda: cosa conta di più per voi, cosa alzate in alto? “Il turismo, le vacanze, la villa, il cagnolino o il figlio?”
E’ una domanda che rimbalza forte in questa Giornata per la vita, a 41 anni dalla prima Giornata voluta dalla CEI e diffusa per iniziativa dell’allora Segretario generale Mons. Luigi Maverna, successivamente amato Pastore di questa Chiesa di Ferrara-Comacchio. E’ una domanda che interpella la nostra coscienza di singoli cristiani, ma anche di cittadini che guardano al futuro di questa Chiesa e di questa città.
A rispondere a questa domanda ci aiutano la Parola di Dio di oggi e il tema di questa Giornata per la vita, “E’ vita, è futuro”. La vita e la sua tutela in tutte le età e condizioni genera futuro.
La pagina del profeta Geremia ci ricorda che il Signore e non l’uomo è il Creatore. L’uomo e la donna sono collaboratori nella nascita e nella crescita della vita. E il profeta è chiamato a difendere questa verità, a costo di persecuzioni. E’ una consapevolezza non scontata oggi, dove tutto sembra essere un nostro prodotto, anche la vita. E questa vita che è dono di Dio – ci ricorda l’apostolo Paolo – ha bisogno di essere rispettata sempre con quella carità che guarda tutti e nessuno esclude, è benevola, tutela, rispetta, cerca sempre la verità e non gode dell’ingiustizia, come recita il bellissimo inno alla carità che abbiamo ascoltato. E Gesù ci ricorda nella pagina evangelica che ogni vita, nella storia della salvezza, è importante, non solo quella delle persone della stessa città e nazione, ma anche quella di altre città e nazioni: come la vita della vedova di Sarepta per il profeta Elia, o il lebbroso Naam il siro, per il profeta Eliseo. La vita di ogni persona è sempre importante per costruire il futuro. I Vescovi italiani nel messaggio che accompagna la Giornata per la vita di quest’anno ci ricordano che “accogliere, servire, promuovere la vita umana e la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti”. I Vescovi ci ricordano la vita degli anziani, sempre più numerosi, anche nella nostra città, che rischiano la solitudine di un tempo sempre più lungo. I Vescovi ci ricordano la vita dei giovani, senza un lavoro stabile, che rischiano di sopportare ancora di più il peso di un debito differito, anche per una denatalità crescente. I Vescovi, a questo proposito ci ricordano la necessità di una politica familiare, sempre annunciata e mai realizzata, con al centro “un patto per la natalità”. E infine i Vescovi ci ricordano che per un futuro migliore “siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale:…alla piaga dell’aborto - che non è un male minore, è un crimine – si aggiunge il dolore per le donne, gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di “respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze”. La vita va sempre alzata, difesa.
Cari fratelli e sorelle, la vita è sempre un bene e chiede di trovare nelle nostre comunità cristiane e nelle nostre città accoglienza, impegno da parte di uomini e donne di fede, speranza e carità – come ci ha ricordato l’apostolo Paolo - per costruire insieme futuro. La vita è futuro.