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Il 16 febbraio il secondo incontro formativo per operatori liturgici-musicali

28/01/2019

Proseguono gli incontri formativi per operatori liturgici-musicali.
Dopo l'appuntamento del 17 novembre scorso, il secondo si svolgerà sabato 16 febbraio dalle ore 15 alle 18 presso il Seminario di Ferrara (via G. Fabbri 410). Dopo la parte didattica, ci si suddividerà in laboratori pratici, per ambito di interesse. La natura della liturgia è il vero punto di partenza di ogni riflessione sulla musica liturgica: essa è l’insieme dei riti, composti da specifiche parole e azioni, attraverso cui il Cristo compie la sua opera di redenzione, unendo a se la sua Sposa, la Chiesa. Considerando “che cosa avviene” (l’atto della redenzione di Cristo) e “chi lo compie” (il Soggetto Cristo-Chiesa), si è aiutati a comprendere il ruolo dell’assemblea (composta da ministri, popolo, cantanti e musicisti) e della musica. Ciò significa che, prima ancora di dare una melodia ad un canto, è necessario riflettere se il suo testo sia adeguato ad esprimere il Mistero che si attua nella liturgia e sia sintonico con gli altri testi liturgici, per lo più desunti dalla Scrittura. Non di rado si trovano testi che esprimono soltanto lo stato emotivo del cantante piuttosto che riflettere sul mistero celebrato. Questo punto di partenza permette di comprendere meglio anche la “partecipazione attiva” richiesta ai fedeli, basata sulla accoglienza e risposta (esteriore ed interiore) del Mistero oggettivamente celebrato e racchiuso in un rito che, nella sua sobrietà, costringe ad andare oltre il sensibile. La musica e ogni arte, che nella loro bellezza sono segni della trascendenza, paradossalmente devono afferrare l’anima per elevarla, e insieme sottrarsi ad essa per permetterle il distacco dal sensibile, cioè per facilitare il “salto della fede”: esso non è però un salto nel nulla, neppure in un Nulla maiuscolo o in un astratto Assoluto, ma conduce al Dio rivelato in Gesù Cristo e accessibile mediante i limpidi “binari” della liturgia. Ne consegue che il criterio fondamentale per definire la musica sacra non sia la sua capacità di seduzione o di astrazione, ma la sua pertinenza rituale, ovvero la capacità di mettersi a servizio dei riti liturgici stessi. Il tema qui appena abbozzato è solo il primo passo di un percorso che deve ora continuare, affrontando le tematiche più specificatamente musicali, quali la forme e le strutture del canto presenti nel rito della Messa (il Proprium, l’Ordinario, i dialoghi, le acclamazioni…).