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Un Bambino nasce per noi

Comacchio, Concattedrale

24/12/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Cari fratelli e sorelle, sono felice di essere qui con voi per vivere questo tradizionale momento di preghiera natalizio che ha al centro il Gesù Bambino. Nella nostra vita non è così abituale che mettiamo al centro il bambino, i bambini, ma è più facile che al centro ci siamo noi, i nostri interessi, i nostri problemi, le nostre attese di adulti. In questa attesa della notte di Natale ci lasciamo guidare dalla Parola di Dio. La pagina del Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato ci ricorda che la presenza del Signore, del Salvatore è preparata, annunciata nella storia da tante figure bibliche, ma non compresa dagli uomini, fino ad arrivare a Giuseppe e Maria, che ci aiutano a viverla. La nascita del Salvatore non trova casa non solo fuori, nella città e tra le case degli uomini, ma neanche dentro il cuore degli uomini. L’annunciazione a Giuseppe della nascita di Gesù, in sogno esprime questa paura, questo timore, questa fatica di accogliere Dio dentro la nostra vita, di accogliere la nascita del Messia in una donna fidanzata, giovane, semplice come Maria. Si preferisce allontanare i problemi o nasconderli, ma mai affrontarli direttamente. La paura di Giuseppe è spesso anche la nostra paura a pensare che Dio sia veramente tra noi, di cantare la “gloria nei cieli e la pace sulla terra”.
La tenerezza di Gesù Bambino è vero che ci commuove, ma ci avvicina di più al Messia che viene – come per i pastori e i magi –, ci rende capaci di gesti di generosità, di dono, che accompagnano sempre il Natale, ci fa guardare gli altri con occhi diversi, fraterni. Ma è anche vero che spesso questo atteggiamento dura solo un giorno per ritornare poi alla quotidianità carica di fatiche nelle relazioni, talora di volgarità e di incapacità di comprendersi e di stimarsi a vicenda. Il Bambino che nasce è il Figlio di Dio, che ci rende capaci di guardare agli altri come fratelli. Il Bambino che nasce vince la paura del giudizio, del pregiudizio, della distanza, della incomprensione. Il Bambino che nasce è il Salvatore che ci dona la capacità di leggere la quotidianità con gli occhi diversi dell’opinione pubblica, con gli occhi della fede, che intravedono la presenza di Dio tra noi. Il Bambino che nasce è l’Emanuele, il Dio con noi. Il Signore non appare a Natale, ma s’incarna, prende dimora nelle nostre case, è in chiesa, nell’Eucaristia, ogni giorno: è una presenza reale, concreta, quotidiana. Il Bambino che nasce, che baciamo e avviciniamo ai nostri bambini, è il Salvatore, colui di cui abbiamo bisogno per cambiare la nostra esistenza. Il Bambino Gesù muove alla conversione, al cambiamento del nostro stile di vita. Diventare bambini, fare spazio al nuovo con cuore semplice e puro, è ciò che chiede il Natale.
E con questi pensieri e sentimenti auguro Buon Natale a tutti.