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Benedetto il frutto del tuo grembo: un Figlio per noi

Catechesi IV Domenica di Avvento - Cattedrale

23/12/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Cari fratelli e sorelle, il Natale è ormai vicino. E la Parola di Dio ci fa sentire in maniera chiara, nei luoghi e nei protagonisti, la nascita ormai vicina del Figlio di Dio. Ai tempi di Michea, il popolo di Israele vede la corruzione, la violenza, le ingiustizie, la crescita del latifondo, e il profeta sogna la venuta di una donna che partorirà un re che porterà un nuovo clima in Israele. Il profeta Michea ci fa andare a Betlemme, il piccolo villaggio di Giuda che vedrà la nascita del Salvatore e porterà la pace, anzi “Egli stesso sarà la pace”. Non sono le grandi città, ma le periferie, i piccoli paesi che diventano protagonisti del Natale. Nelle grandi città, nei luoghi di potere – come il palazzo di Erode – non si percepiscono i passi del Signore che viene, si fatica a capire che Dio è tra noi, perché la superbia offusca gli occhi, la ricchezza disorienta, il potere non accoglie, ma ha paura. E’ l’umiltà, la semplicità, la fiducia nel Signore che invece ci aiuta a cogliere la grazia del Natale. E sono questi sentimenti, questa fede che respiriamo nell’incontro tra due donne, la giovane Maria e l’anziana Elisabetta. E’ l’incontro di due generazioni attorno al dono di un figlio: per Elisabetta il figlio che preparerà una nuova storia di salvezza e per Maria il figlio di Dio, l’Emanuele, Dio con noi. L’episodio evangelico ci mette in cammino con Maria verso la casa di Zaccaria ed Elisabetta, ci mette “fretta”: di fronte al Natale che viene non si può indugiare, guardare altrove, attendere. Nell’incontro tra Maria ed Elisabetta, segnato dalla presenza dello Spirito, è la benedizione di Dio che, “a gran voce”, nelle parole di saluto di Elisabetta, entra nella casa e prepara la gioia della venuta del Salvatore, che è già presente, si muove, danza, “sobbalza” nel grembo di Maria. E’ la gioia della Vita, che entra nel mondo, che viene per fare la volontà del Padre – ci ricorda il brano della lettera agli Ebrei di oggi - ci santifica, cioè ci rende nuovi dentro e non solo fuori, “una volta per sempre”. Una vita che è donata a tutti nell’Eucaristia a cui partecipiamo, “offerta del Corpo di Gesù Cristo" conclude la lettera agli Ebrei.
L’episodio del viaggio e dell’incontro di Maria con la cugina Elisabetta ci ricorda non solo lo stile della carità cristiana, ma anche della missione cristiana ed ha ispirato vari autori e santi cristiani, come Luigi di Montfort e San Alfonso Maria de’ Liguori. Volevo però richiamare alla vostra attenzione l’attualità di questo episodio colta da un Vescovo, il Servo di Dio Tonino Bello (1935-1993), Vescovo di Molfetta, morto di tumore a 58 anni. Come Maria don Tonino, uomo del Salento, figlio di un carabiniere e di una casalinga, soprattutto durante la guerra nei Balcani, promosse viaggi e marce per la pace e la solidarietà dei popoli in guerra al di là del suo Adriatico. Il suo esempio di uomo di pace oggi rivive nella “casa della convivialità”, inaugurata nel 2014. A 25 anni dalla sua morte, il 20 aprile 2018 Papa Francesco si è recato in preghiera sulla sua tomba.
Il Vescovo Tonino Bello ci ha regalato un bel commento all’episodio evangelico dell’incontro tra Maria ed Elisabetta, sotto il titolo di “Maria, donna del primo passo”. Luca dice che, partito l’angelo da Nazaret – scrive il Vescovo Tonino Bello - “Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta la città di Giuda”. Nel testo originale, dopo la parola Maria, c’è un participio: “anastàsa”. Letteralmente significa: “alzàtasi”. Questo gesto di Maria ha una pregnanza teologica, sta “a sottolineare - continua il Vescovo di Molfetta - per lo meno una cosa: la risolutezza di Maria. È lei che decide di muoversi per prima: non viene sollecitata da nessuno. È lei che s'inventa questo viaggio: non riceve suggerimenti dall' esterno. È lei che si risolve a fare il primo passo: non attende che siano gli altri a prendere l'iniziativa. Dall'accenno discretissimo dell'angelo ha avuto la percezione che la sua parente doveva trovarsi in serie difficoltà. Perciò, senza frapporre indugi e senza stare a chiedersi se toccava a lei o meno dare inizio alla partita, ha fatto bagagli, e via! Su per i monti di Giudea. «In fretta», per giunta, come traduce qualcuno, «con preoccupazione». Ci sono tutti gli elementi per leggere, attraverso questi rapidi spiragli verbali, lo stile intraprendente di Maria. Senza invadenze. Stile confermato, del resto, alle nozze di Cana, quando, dopo aver intuito il disagio degli sposi, senza esserne da loro pregata, giocò la prima mossa e diede scacco matto al Re. Aveva proprio ragione Dante Alighieri nell'affermare che la benignità della Vergine non soccorre soltanto colui che a lei si rivolge, ma «molte fìate liberamente al domandar precorre». Santa Maria, donna del primo passo, ministra dolcissima della grazia preveniente di Dio, "àlzati" ancora una volta in tutta fretta, e vieni ad aiutarci prima che sia troppo tardi. Abbiamo bisogno di te. Non attendere la nostra implorazione. Anticipa ogni nostro gemito di pietà. Prenditi il diritto di precedenza su tutte le nostre iniziative. Quando il peccato ci travolge, e ci paralizza la vita, non aspettare il nostro pentimento. Previeni il nostro grido d'aiuto. Corri subito accanto a noi e organizza la speranza attorno alle nostre disfatte. Se non ci brucerai sul tempo, saremo incapaci perfino di rimorso. Se non sarai tu a muoverti per prima, noi rimarremo nel fango. E se non sarai tu a scavarci nel cuore cisterne di nostalgia, non sentiremo più neppure il bisogno di Dio. Santa Maria, donna del primo passo, chi sa quante volte nella tua vita terrena avrai stupito la gente per aver sempre anticipato tutti gli altri agli appuntamenti del perdono. Chi sa con quale sollecitudine, dopo aver ricevuto un torto dall'inquilina di fronte, ti sei "alzata" per prima e hai bussato alla sua porta, e l'hai liberata dal disagio, e non hai disdegnato il suo abbraccio. Donaci, ti preghiamo, la forza di partire per primi ogni volta che c'è da dare il perdono. Rendici, come te, esperti del primo passo. Non farci rimandare a domani un incontro di pace che possiamo concludere oggi. Brucia le nostre indecisioni. Distoglici dalle nostre calcolate perplessità. Liberaci dalla tristezza del nostro estenuante attendismo. E aiutaci perché nessuno di noi faccia stare il fratello sulla brace, ripetendo con disprezzo: tocca a lui muoversi per primo! Santa Maria, donna del primo passo, esperta come nessun altro del metodo preventivo, abile nel precedere tutti sulla battuta, rapidissima a giocare d'anticipo nelle partite della salvezza, gioca d'anticipo anche sul cuore di Dio. Sicché, quando busseremo alla porta del Cielo, e compariremo davanti all'Eterno, previeni la sua sentenza. "Àlzati" per l'ultima volta dal tuo trono di gloria, e vieni incontro a noi. Prendici per mano, e coprici col tuo manto. Con un lampo di misericordia negli occhi, anticipa il suo verdetto di grazia. E saremo sicuri del perdono”.
E con questo ritratto mariano, caratterizzato dallo stile risoluto di Maria che il Vescovo Servo di Dio Tonino Bello ci ha regalato, cari fratelli e sorelle, prepariamoci a vivere il Santo Natale con gli occhi e il cuore di Maria, Madre di Dio.