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S. Natale in carcere: Messa e doni per i detenuti

L'Arcivescovo ha celebrato la liturgia oggi, 22 dicembre

22/12/2018

Nella mattinata di oggi, sabato 22 dicembre, nella Casa Circondariale di Ferrara è stata celebrata la S. Messa di Natale con l’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego. Una novantina i presenti, tra cui circa 70 detenuti, una quindicina fra volontari e catechisti, e la Comandante Annalisa Gadaleta.
Insieme all'Arcivescovo, sull’altare erano presenti il Cappellano padre Tiziano Pegoraro, Mons. Antonio Bentivoglio, don Giacomo Granzotto, don Paolo Cavallari (parroco di Mizzana), don Roberto Pedrini (parroco di Poggio Renatico) e don Domenico Bedin.
Nel saluto all'inizio della liturgia, accompagnata dai canti del coro parrocchiano di Poggio Renatico, il cappellano padre Tiziano Pegoraro, rivolgendosi al Vescovo ha detto: “la sua presenza qui oggi ci dà conforto, bontà e serenità per riunirci, almeno per un giorno, alle famiglie e alla società. Ci ricorda che non siamo soli e che il mondo esterno non ci ha dimenticato”.
“Sono contento di essere tra voi”, ha esordito nell’omelia Mons. Perego. “Il Natale non può essere incarcerato, perché è un dono libero di Dio e si vive dentro di noi; e del Natale ognuno può diventare protagonista”. Spesso però “dimentichiamo o sprechiamo i doni che il Signore fa a ciascuno di noi, in maniera diversa. E’ la nostra libertà, talora ingannata, distratta, usata male che ci allontana da Dio e dai suoi comandamenti. Ed è questa libertà di ognuno di noi, indirizzata al bene, che il Salvatore a Natale viene a rinnovare”.
Nella pagina evangelica di Luca, al centro c’è Maria che nel Magnificat “si presenta come la serva del Signore, che ha fatto grandi cose: ha abbassato i potenti e innalzato gli umili, ha impoverito i ricchi e arricchito i poveri, è stato misericordioso. Dio non umilia, anche chi sbaglia, ma accoglie ogni persona con un cuore puro. Dio perdona, aiutando la persona a riconoscere le sue debolezze. Tutti, sembra dire il Magnificat, in ogni tempo della storia hanno bisogno del Signore”.
“Guardando a Maria - sono ancora parole di Mons. Perego - in questo Natale, pensiamo alle nostre madri, ai nostri familiari augurandoci che l’Emanuele, il Dio con noi porti la gioia e la serenità almeno di un giorno; rallenti le preoccupazioni; aiuti tutti a ritrovare la strada di uno stile di vita illuminato dalla presenza del Signore”.
“Buon Natale. Tanti auguri a tutti voi che vivete, lavorate in questa casa circondariale, ai volontari e ai vostri familiari”, sono state le parole conclusive dell'omelia. “La pace e la gioia del Signore illumini la vostra vita e di coloro che voi particolarmente amate”.
A tutti i detenuti presenti e ad altri ancora sono stati donati alcuni prodotti alimentari, mentre le bambine e i bambini della Scuola Primaria del Sacro Cuore di Ferrara hanno scritto un biglietto di auguri natalizi a testa per i “fratelli ristretti”.
L’Unità Pastorale Borgovado di Ferrara, invece, nelle ultime settimane ha raccolto per i detenuti bisognosi diversi prodotti alimentari e decine di prodotti per l'igiene personale, oltre ad aver realizzato e donato ai “fratelli ristretti” 555 angioletti di carta ognuno con un biglietto su cui è stato riportato un versetto di Isaia 35: “Coraggio, non temete”.