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PRECETTO NATALIZIO ALLA CASA CIRCONDARIALE: OMELIA

22/12/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Sono contento di essere tra voi, oggi, in questa casa circondariale, insieme ai sacerdoti e ai volontari che vi accompagnano, e condividere la gioia del Natale. Il Natale non può essere incarcerato, perché è un dono libero di Dio e si vive dentro di noi; e del Natale ognuno può diventare protagonista, come ci insegna il presepe di S. Francesco. La spiritualità del Natale poggia su un dono di Dio e sulla libertà dell’uomo di accoglierlo dentro la sua vita. A Natale nasce un figlio, il Figlio di Dio. La pagina del libro di Samuele racconta di come la madre di Samuele, Anna, portò suo figlio al tempio e lo donò per sempre al Signore. Ogni dono a Dio porta frutto, Dio non lo spreca. Anzi Dio moltiplica a favore del suo popolo i doni che riceve. E’ il popolo di Israele che invece spreca i doni di Dio. E anche noi talora seguiamo lo stile del popolo di Dio e dimentichiamo o sprechiamo i doni che il Signore fa a ciascuno di noi, in maniera diversa. E’ la nostra libertà, talora ingannata, distratta, usata male che ci allontana da Dio e dai suoi comandamenti. Ed è questa libertà di ognuno di noi, indirizzata al bene, che il Salvatore a Natale viene a rinnovare.
Nella pagina evangelica di Luca c’è un'altra donna protagonista, Maria. Maria non dona suo figlio come Anna, ma riceve in dono da Dio un figlio, il Figlio di Dio. E questo dono di un figlio, che riconosce la sua maternità e libertà, porta Maria a una preghiera di lode, il Magnificat. Nel Magnificat Maria si presenta come la serva del Signore, che ha fatto grandi cose: ha abbassato i potenti e innalzato gli umili, ha impoverito i ricchi e arricchito i poveri, è stato misericordioso. Dio non umilia, anche chi sbaglia, ma accoglie ogni persona con un cuore puro. Dio perdona, aiutando la persona a riconoscere le sue debolezze. Tutti, sembra dire il Magnificat, in ogni tempo della storia hanno bisogno del Signore. Tutti siamo chiamati a seguirlo. Ognuno di noi sente Maria come un modello di vita cristiana e per questo si moltiplicano gli atti e i luoghi, i santuari di devozione a Maria. La preghiera del Magnificat è diventata anche la nostra preghiera, non solo nel vespro quotidiano, ma nella vita degli umili, dei piccoli, degli ultimi che sentono come Maria la presenza del Signore nella propria vita. Per questa sua umiltà Maria è una delle protagoniste del Natale, ma anche per questo la sentiamo particolarmente vicina, come Madre della Chiesa, Madre nostra. Guardando a Lei, in questo Natale, pensiamo alle nostre madri, ai nostri familiari augurandoci che l’Emanuele, il Dio con noi porti la gioia e la serenità almeno di un giorno; rallenti le preoccupazioni; aiuti tutti a ritrovare la strada di uno stile di vita illuminato dalla presenza del Signore. Natale è anche sogno, desiderio, speranza. Come per Giuseppe, che scopre nella sua semplicità di essere uno strumento per una nuova pagina della storia della salvezza, così per noi il Natale faccia sognare tempi e momenti diversi per la nostra vita e per quella dei nostri cari. E Guardando a Maria e sognando qualcosa di meglio, prepariamoci a vivere con gioia anche noi il Natale. Buon Natale. Tanti auguri a tutti voi che vivete, lavorate in questa casa circondariale, ai volontari e ai vostri familiari. La pace e la gioia del Signore illumini la vostra vita e di coloro che voi particolarmente amate.