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Buona politica, attenzione agli ultimi e conversione del cuore: il Messaggio del Pontefice per la Giornata della Pace (1° gennaio 2019)

27/12/2018

La pace come “grande progetto politico” che riguarda l’intera famiglia umana - in particolare i più deboli e i giovani - ma che non può non partire da “una conversione del cuore e dell’anima” di ognuno.
E’ questa in sintesi la riflessione di Papa Francesco nel Messaggio per la 52esima Giornata Mondiale della Pace in programma il 1° gennaio 2019. Il Messaggio, dal titolo, “La buona politica è al servizio della pace”, va fin da subito al cuore della questione: “La pace […] è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. Lo sappiamo: la ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione”.
Più avanti, il Santo Padre spiega come “anche nella politica non mancano i vizi: la corruzione, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della ‘ragion di Stato’, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio”.
Se attuata, però, “nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità”. Poco dopo, il Santo Padre cita le otto “beatitudini del politico” proposte dal Cardinale vietnamita Vãn Thuận, morto nel 2002, vittima per tanti anni del potere disumano nel suo Paese: “Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo; Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità; Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse; Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente; Beato il politico che realizza l’unità; Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale; Beato il politico che sa ascoltare; Beato il politico che non ha paura”.
Quando però “l’esercizio del potere politico mira unicamente a salvaguardare gli interessi di taluni individui privilegiati, l’avvenire è compromesso e i giovani possono essere tentati dalla sfiducia, perché condannati a restare ai margini della società, senza possibilità di partecipare a un progetto per il futuro”. Anche per questo, “oggi più che mai, le nostre società necessitano di ‘artigiani della pace’ ”.
Nella parte conclusiva, partendo da due anniversari – i 100 anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale e il 70esimo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – Papa Francesco denuncia ancora una volta la guerra, il terrore e le conseguenze sui più deboli: “oggi più di ieri conosciamo il terribile insegnamento delle guerre fratricide, cioè che la pace non può mai ridursi al solo equilibrio delle forze e della paura. […] È la ragione per la quale riaffermiamo che l’escalation in termini di intimidazione, così come la proliferazione incontrollata delle armi sono contrarie alla morale e alla ricerca di una vera concordia. Il terrore esercitato sulle persone più vulnerabili contribuisce all’esilio di intere popolazioni nella ricerca di una terra di pace. Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza. Va invece ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona”.
Rispetto, come detto all’inizio, che può nascere solo dal cuore di ognuno, per allargarsi all’intera famiglia umana e al creato: partire quindi dalla “pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza” per rendere concreta “la pace con l’altro: il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente”, arrivando dunque alla “pace col creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire”.

Il testo integrale del Messaggio del Santo Padre si può trovare a questo link: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/peace/documents/papa-francesco_20181208_messaggio-52giornatamondiale-pace2019.html