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LA GIOIA DEL NATALE: MESSAGGIO DEL VESCOVO

20/12/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Carissimi,
uno dei nuovi santi che la Chiesa ci ha regalato è il papa Paolo VI. Bresciano, Assistente dei giovani della FUCI, officiale della Santa Sede nella Segreteria di Stato per molti anni, Arcivescovo di Milano, arrivato al Soglio Pontificio Paolo VI vivrà e accompagnerà con intelligenza e passione il rinnovamento ecclesiale – promosso dal Concilio Vaticano II – ma anche i cambiamenti sociali e culturali, che possono essere raccolti attorno a due anni: il ’68 e il ’78, la contestazione e il terrorismo. Nonostante i tempi “meravigliosi e terribili”, il Santo Paolo VI ha saputo donare alla Chiesa - in occasione del giubileo del 1975 - un’ esortazione “Gaudete in Domino”, che può dare qualità al nostro Natale cristiano in famiglia, nelle chiese, nelle città e nei paesi della Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. “Gioite nel Signore”, infatti, è l’annuncio del Natale. Il profeta Isaia nella Liturgia di Natale lo ripeterà: ”hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”. “Gioiscono i cieli ed esulti la terra”, canterà il Salmo. Paolo, però, ci ricorda che questa gioia nel Signore è impegnativa, perché chiede di “rinnegare l’empietà e i desideri mondani”, di “vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà”. Il Vangelo del Natale ci ricorda, inoltre, che la gioia della presenza del Signore, del Salvatore nella storia è annunciata e cantata dagli angeli, vissuta interiormente da Maria e Giuseppe, ma non compresa dagli uomini. La nascita del Salvatore non trova casa in città. La città preferisce vivere di “paura e rabbia" – per usare le parole del CENSIS – anziché gustare la gioia del Natale. La città preferisce illuminarsi di luci, anziché leggere nel buio di situazioni di abbandono, di dolore, di tristezza, di volgarità, di falsità che chiedono di essere illuminate dalla gioia del Natale. La città preferisce sperare nel nuovo che viene dal basso, anziché accorrere al nuovo che viene dall’alto, il Salvatore e Signore della storia, che ci porta una “grande gioia”: quella di essere figli di Dio. A Natale la gioia da ritrovare nelle nostre comunità è proprio quella di essere e sentirci figli di Dio, che significa non essere soli, abbandonati a costruire la nostra storia, il nostro futuro, ma accompagnati, presi per mano da un Padre: come Gesù è stato preso per mano da Maria e Giuseppe. Auguro a tutti in questo Natale di sentire la gioia di essere figli di Dio. Lo auguro particolarmente a chi è solo, ha perso la fiducia nelle persone, è stato tradito negli affetti, ha perso i risparmi di una vita o il lavoro e vive di promesse, a chi è stato calunniato e indagato ingiustamente, a chi si è indebitato, a chi non sarà a Natale nella propria casa, nel proprio Paese, a chi ha abbandonato la fede. Il Natale vi aiuti a ‘gioire nel Signore’. Buon Natale.