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SANTA LUCIA: OMELIA

S. Anna - Cona

13/12/2018

S. E. MONS. GIAN CARLO PEREGO)
ARCIVESCOVO DI FERRARA-COMACCHIO

Cari fratelli e sorelle, nel nostro cammino verso il Natale la Liturgia oggi ci invita a fare memoria di S. Lucia, una santa cara al popolo di Dio, a cui è legata anche l’esperienza, in questo giorno, di un dono ai più piccoli. Il nome Lucia significa ‘luce’ ed effettivamente Lucia, nel martirio, non solo ha visto la luce, ma anche è diventata luce per i passi sofferenti della comunità cristiana perseguitata dall’Imperatore Diocleziano. Il racconto della sua passione, del suo martirio a Siracusa - considerato autentico, e ricordata fino ad oggi nella città con una straordinaria festa, la ricorda come la «sponsa Christi». Infatti, in cosa consiste la grandezza di questa donna? La sua eroicità consiste nel fatto che ha sentito la presenza, la vicinanza familiare e sponsale di Dio nel terribile momento della prova, fissando il suo cuore, come abbiamo letto nella prima lettura tratta dal Profeta Isaia, nella stabile roccia della Parola: “Poiché io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Lucia ha avuto la capacità di vedere l’acqua dei fiumi che Dio ha fatto scaturire sulle brulle colline, la fontana che è sgorgata in mezzo alle valli, il deserto che si è trasformato in un lago d’acqua, la terra arida che è diventata zona di sorgenti.
Lucia ha riconosciuto la luce del mondo che è venuta fra noi, Gesù Cristo, Figlio di Dio, e la gioia scaturita da questo incontro familiare ha alimentato la sua fede, speranza e carità, permettendogli di affrontare qualsiasi difficoltà.
Nel Vangelo di Matteo incontriamo oggi anche la figura di Giovanni Battista, definito da Cristo il più grande dei profeti, ma anche colui fatica a riconoscere nel Maestro il Messia atteso, combattuto da dubbi riguardo all’identità di Cristo, che alla fine però vince.
Se Giovanni dovesse venire oggi nella nostra società caratterizzata fondamentalmente da un cristianesimo animato da un pensiero debole, verrebbe indicato quasi sicuramente come un fondamentalista, che esalta un’immagine di Dio padrone e poco misericordioso; sarebbe probabilmente considerato un vero e proprio pazzo per Cristo. Nonostante la fatica e la radicalità al tempo stesso di Giovanni, Gesù lo indica come il più grande fra i nati di donna. Cristo non sottolinea i nostri limiti umani che ben conosce, ma le intenzioni che scaturiscono dal nostro cuore, benchè offuscate dal nostro agire influenzato dalle esigenze di una natura che si vuole affermare sempre. Il Signore non cerca nell’uomo la perfezione, ma un cuore puro e libero, aperto al dono di Dio, capace di riconoscerlo. E’ vero che molte pagine di San Paolo invitano a tendere alla perfezione, ma è un cammino che si completerà solo nell’incontro con Dio, come è stato per S. Lucia e S. Giovanni Battista. Entrambi hanno testimoniato l’amore vero e sincero nei confronti di Dio, arrivando a testimoniare questa fede con la loro vita.
Il denominatore comune quindi che accumuna Giovanni e Lucia è l’amore che entrambi hanno avuto per Dio, amore che è maturato nel tempo attraverso una conoscenza sempre più approfondita del mistero trinitario. Non è facile innamorarsi di Dio, si rischia spesso di illudersi di amarLo, come vediamo nel dialogo tra Pietro a Gesù, che ci fa capire la differenza tra ‘il voler bene’ e ‘l’amare: l’uno è un sentimento che decade nei momenti di paura e prova (come è stato per Pietro all’inizio); l’altro coinvolge tutta la tua vita, fino al sacrificio di sé.
Come amare Dio? La risposta non è semplice, e si deve partire dal fatto che è un dono della grazia, che noi possiamo invocare e costruire per gradi. Le beatitudini evangeliche costituiscono i gradi dell’amore; il mondo orientale, ci ricorda che l’amore è conoscenza e sono tre i gradi di conoscenza del Signore: una conoscenza intellettuale, che ti fa conoscere e amare con l’intelligenza; poi la meditazione, che ti fa conoscere e amare in maniera più approfondita il mistero; e infine la contemplazione, che è la conoscenza e l’amore spirituale, dell’anima e del corpo (1Ts 5,23), cioè il conoscere con il cuore. Solo in una profonda contemplazione dell’amore vero, sincero, unico e totale che ci rende partecipi dell’amore che intercorre tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo, possiamo amare sinceramente e con tutto il cuore di Dio, dimenticandoci di noi stessi e donandoci totalmente a Dio riconoscendo la sua dimora nel volto del fratello. La conoscenza della verità che è Dio porta all’amore a Dio e al prossimo, di cui S. Lucia e tutti i santi sono testimoni. Scrive Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium: “Tutte le verità rivelate procedono dalla stessa fonte divina e sono credute con la medesima fede, ma alcune di esse sono più importanti per esprimere più direttamente il cuore del Vangelo. In questo nucleo fondamentale ciò che risplende è la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto”.
Cari fratelli e sorelle, ogni luogo della nostra vita è un luogo in cui siamo chiamati a costruire l’amore a Dio e al prossimo. Ma ci sono luoghi, e l’Ospedale, in ogni suo reparto, nel reparto di oculistica che visiteremo, l’amore del Signore si rende ancora più presente nella passione, nell’intelligenza, nella qualità degli interventi e nella cura dei medici e infermieri. Nel volto del paziente che viene loro affidato, il corpo sanitario riconosce il luogo della presenza di Dio Amore, mentre i pazienti riconoscono nel corpo ospedaliero il medico celeste che si prende cura di loro. Nella cura per i malati come nell’esperienza della malattia una persona riesce “a vedere meglio con gli occhi”, ma impara anche a contemplare il Signore con gli occhi spirituali del cuore: è questa una nuova relazione con Dio che ci rende figli, eredi del suo amore, incamminati verso l’incontro con Lui, in comunione con tutti i santi, ricordati oggi nella figura di questa donna santa che è la giovane Lucia. Il Signore che ci accompagna verso il Natale ci regali questi occhi nuovi per riconoscerlo nei fratelli. Così sia.