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Virgo Lauretana: omelia

Basilica di San Giorgio - Ferrara

10/12/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Onorevoli autorità civili e militari, cari fratelli e sorelle, siamo riuniti oggi per celebrare la Virgo Lauretana, la Madonna di Loreto, Patrona dell’Aeronautica militare. Il viaggio di Maria da Efeso a Loreto, secondo la tradizione, accompagnata dagli angeli, è diventata il simbolo dei tanti viaggi in cielo dell’Aeronautica. Saluto e ringrazio il Generale Conserva e tutto il comando e il corpo dell’Aeronautica militare per questo invito a celebrare l’Eucaristia, che ci unisce ancora di più in questo tempo di Avvento, di attesa dell’Incarnazione. Nel tempo di Avvento e nel mistero dell’Incarnazione, il cielo, che voi solcate e controllate, diventa il luogo della benedizione di Dio. Il cielo è grazia. Il brano del profeta Isaia ci aiuta a entrare nel mistero dell’attesa di Dio con noi, per un cammino di conversione che valorizzi o attivi sentimenti e atteggiamenti di vita cristiana. Infatti, la Parola di Dio ci ricorda anzitutto che stiamo aspettando, in questo tempo, un germoglio, una nuova nascita: quella del Salvatore. Guardando a Colui che viene, avvolto dallo Spirito di Dio e dei suoi doni – la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà il timor di Dio – che nell’iniziazione cristiana diventano i doni di ogni cristiano, siamo invitati a guardare “agli umili della terra”, a “ricercare la giustizia”, a costruire serenità. Il vostro lavoro, impegnativo e delicato, chiede ogni giorno di essere illuminato dai doni della sapienza e dell’intelletto, della scienza, perché gli strumenti sappiano rispondere sempre meglio alla sicurezza, alla vita delle persone; chiede di essere illuminato dal dono del consiglio, del non cedere alla fretta, all’emozione del momento, ma alla capacità del confronto e del dialogo; chiede di essere illuminato dalla fortezza, soprattutto d’animo, nei momenti in cui un pericolo può avvicinarsi. Ma il vostro lavoro chiede anche l’aiuto di Dio, nostro Padre, perché la vostra vita piena di emozioni, imprevisti, anche di preoccupazioni non perda la relazione non solo con gli uomini, ma anche con il Signore. E’ quello che sottolinea oggi, nel brano della lettera ai Galati, l’apostolo Paolo. La nascita di Gesù, ricorda l’apostolo, non solo ci regala un Figlio, il Figlio di Dio, ma anche ci rende figli, capaci di chiamare Dio ‘Padre’. Non scordiamoci questa paternità di Dio, questa nostra figliolanza, questa nostra fraternità, in cielo, in terra e in mare, perché ci rende capaci di leggere i fatti quotidiani, le emozioni e i drammi della storia – quest’ultimi da voi conosciuti nei particolari per primi, grazie ai potenti mezzi a disposizione – senza prepotenza, pretesa o diffidenza, ma con passione e compassione. In questo vostro lavoro quotidiano non solo sentite la vicinanza di Dio come un Padre, ma anche di Maria, come una Madre. Il racconto di Luca, nel Vangelo di oggi, ci ricorda il bellissimo episodio dell’Annunciazione.
Nell’Annunciazione, ritroviamo i tratti di uno stile di vita cristiana che illumina anche il nostro lavoro, spesso segnato da tensioni. Anzitutto l’invito alla gioia che l’angelo fa a Maria. Ogni azione di Dio con l’uomo e per l’uomo dona gioia. Il Vangelo è gioia: Evangelii gaudium ci ha ricordato Papa Francesco. Questa gioia cresce nell’intelligenza: sono le domande di Maria all’Angelo, che rendono l’uomo protagonista nell’accogliere la grazia. Questa gioia cresce nella responsabilità, che vede la nostra libertà accompagnata dalla grazia del Signore, impegnarsi anche nel cambiare ‘le strutture di peccato’ che umiliano l’uomo piegandolo a diventare complice di situazione di sfruttamento, di egoismo, di conflittualità. Questa gioia cresce nella consapevolezza del dono della vita: del vita di un figlio in Maria e di un figlio per Elisabetta. Questa gioia cresce nella preghiera e nell’affidamento al Signore. Anche nel vostro lavoro le domande sono tante. Le domande nascondono sempre interesse, volontà di ricercare qualcosa di nuovo, intelligenza. Maria ha avuto un angelo per essere accompagnata a dare delle risposte a domande esistenziali fondamentali e ritrovare una gioia intelligente, responsabile, piena di vita. Voi avete Maria, la Madonna di Loreto, come Colei che vi accompagna in cielo e in terra, vi fa sentire amati dovunque. Ricorrete alla sua intercessione, cari fratelli e sorelle, perché non ha mai deluso nessuno, ma ha ridato serenità e gioia. Lo dimostrano i tanti santuari, luoghi e segno di una maternità di Maria che raggiunge tutti e dovunque. La Madonna lauretana vi accompagni, dopo questi cento anni di vita e di impegno su questo territorio, ancora ogni giorno; la sua protezione e intercessione accompagni ogni vostra azione per la sicurezza e il bene comune. E con questi sentimenti ci auguriamo che il Natale che arriva, il Figlio di Dio tra noi rafforzi la nostra fede e la testimonianza cristiana di ogni giorno. Così sia.