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I 40 Martiri Sebasteni: omelia

S. Messa per il Sodalizio sacerdotale (Betlem per chi soffre - Ferrara)

06/12/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Celebriamo oggi il ricordo dei 40 martiri Sebasteni, i soldati romani martirizzati durante la persecuzione di Licinio. Il ricordo dei martiri è sempre un richiamo alla testimonianza della fede. La fede, infatti, non è un’idea, ma un’esperienza, come ha richiamato papa Benedetto XVI. E più che di maestri il mondo di oggi ha bisogno di testimoni, come hanno ricordato il Santo Paolo VI e papa Francesco.
A questi martiri il presbiterio della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio ha voluto collegare un’iniziativa di preghiera di suffragio per i confratelli defunti – arcivescovi, presbiteri e religiosi -, segno di una fraternità presbiterale fondata anzitutto sulla preghiera comune, gli uni per gli altri, ma anche sulla condivisione di un’esperienza di fede da tenere sempre viva. Per questo, l’ Eucaristia odierna assume un duplice valore: di memoria e di suffragio: la memoria del Signore diventa viatico per la vita eterna dei nostri confratelli.
In questo tempo di Avvento vogliamo incamminarci verso il Natale anche con questa preghiera per i nostri confratelli defunti. Il loro essere nella casa del Padre, nell’aldilà, non crea una distanza da noi, dalla nostra vita, ma nella comunione nasce non solo un ricordo, ma uno scambio di grazie in forza del mistero eucaristico che noi celebriamo e, come presbiteri, presiediamo.
La Parola di Dio oggi ci fa incontrare, anzitutto, una pagina del profeta Isaia, che ci invita a confidare nel Signore. La paternità di Dio si dimostra nel costruirci una città forte, sicura; nel regalarci la pace, nell’accogliere i poveri e gli oppressi. Una città accogliente e sicura, la pace, l’attenzione ai poveri e agli indifesi sono tre doni che il Signore ci regala per anticiparci la gioia del Natale. E la nostra gioia si mostra non solo nelle parole, ma anche nel canto. Il nostro cammino verso il Natale è accompagnato da questa presenza del Signore quotidiana e concreta, che il profeta Isaia ci fa respirare.
La pagina evangelica di Matteo ci parla della qualità della preghiera cristiana., una qualità fondata non tanto sulle numerose parole, ma sulla determinazione che alla preghiera segua la decisione di seguire il Signore nelle sue vie. Questo cammino, pratico e quotidiano, di scelte e opere illuminate dal dono della sapienza di Dio, dal suo Spirito è la strada che ogni cristiano è chiamato a percorrere. La parabola della casa costruita sulla roccia che diversamente dalla casa costruita sulla sabbia regge alle onde esemplifica una vita cristiana costruita non sulle parole, ma sui fatti, seguendo i comandamenti del Signore. Al tempo stesso, la parabola ci ricorda l’importanza di una vita cristiana non radicata sul semplice sentimento del bene, ma sull’intelligenza della fede che ordina ogni cosa a partire da una radicale adesione a Cristo. Chiediamo la benedizione del Signore, cari fratelli e sorelle e cari confratelli, perché questo tempo di Avvento ci aiuti a vivere profondamente il mistero del Natale, dell’Incarnazione di Cristo come la roccia su cui poggiare la nostra vita, come lo è stato per i martiri di Sebaste. E la nostra preghiera, la nostra celebrazione di suffragio per i nostri confratelli arcivescovi, presbiteri e religiosi sia un segno concreto di una comunione di fede e di amore che è talmente radicata nel Signore, da superare il tempo e lo spazio. Così sia.