NEWS

Giovanni Grosoli, un incontro a S. Spirito per ricordarlo

La sera dell'11 dicembre. Sarà presente anche Mons. Perego

05/12/2018

Nella lettera pastorale da poco pubblicata da mons. Gian Carlo Perego emerge come figura notevole Giovanni Grosoli, di cui dopo la morte nel 1937 è stato aperto il processo di beatificazione.
In “Esercizi di comunione, esercizi di corresponsabilità" l’Arcivescovo guarda al servo di Dio come ispirazione, nella convinzione che “la crescita di comunione e di partecipazione nella Chiesa non può che spingere ad uscire nella città per condividere, da parte del laicato, un’esperienza politica” (p. 47).
Ad essere richiamato nella Lettera è il coinvolgimento di Grosoli con don Sturzo alla fondazione del Partito Popolare. L’attenzione, quindi, è posta all’esperienza di questo laico cattolico che, al di là di alcune scelte controverse (sostegno al governo Mussolini nel 1924), costituisce “un esempio importante di chi ha fatto della politica e dell’impegno sociale un luogo di consacrazione della vita, ‘la più alta forma di carità’ “(ivi).
Nato a Carpi nel 1859, Giovanni Grosoli è ferrarese d’adozione. In Montebello 31-33, dove vivrà, egli ospita notevoli figure ecclesiastiche e laiche del cattolicesimo a lui contemporanee (tra gli altri, il Cardinal Maffi e Giuseppe Toniolo), da lui invitate per esercizi spirituali o per lezioni culturali, al fine di curare la formazione del popolo, perché fedele alle indicazioni della Chiesa si orientasse con consapevolezza anche rispetto alle questioni sociali del momento.
In pochi anni la fama della sua operosità si estende a livello prima regionale e poi nazionale, meritandogli la stima di molti Vescovi e anche del Papa Leone XIII, il quale nel 1902 gli affida la presidenza dell’Opera dei Congressi, espressione importante del movimento cattolico dell’epoca.
Al cospetto di un’attività socio-economico-politica impressionante (istituti di credito, trust di giornali, senatore della repubblica) Grosoli porta avanti la scelta del celibato per il Regno dei Cieli che il Signore gli ha indicato in gioventù e lo fa con pietà intensa e fervore di virtù. Ciò gli permette di far fronte eroicamente ad alcuni controversi tracolli, a livello sia relazionale sia finanziario, che lo porteranno infine, dopo tante battaglie, tra realizzazioni e fallimenti, a partire da Ferrara povero, per trascorrere gli ultimi 8 anni della sua vita “attendendo all’anima sua” nel santo luogo di Assisi, patria del Poverello, del cui Ordine Giovanni Grosoli fu peraltro terziario.
Nella serata in programma l’11 dicembre al cinema di Santo Spirito, alla presenza dell’Arcivescovo e con il beneficio del suo giudizio, un gruppo di studio sorto in parrocchia negli ultimi mesi, con semplicità e affetto, si propone di far conoscere o riscoprire ai presenti Giovanni Grosoli, cui da decenni sono intitolate le opere parrocchiali dell’oratorio di Santo Spirito, nella sua figura di Servo di Dio, oggi tornata di attualità.