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Don Alessandro Denti, prete della Parola e del popolo di Dio

Malborghetto

10/11/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Cari fratelli e sorelle, è una gioia per me celebrare per la prima volta l’Eucaristia con voi, con il nuovo parroco don Emanuele e, insieme ricordare don Alessandro Denti, parroco di Malborghetto dal 1991 alla morte nel 2017, alla cui memoria viene intitolata la nuova piazza su cui si affaccia questa chiesa, che vuole essere anche un sagrato, cioè terra benedetta, luogo di protezione e di incontro delle persone, di festa per entrare insieme nella casa del Signore liberi da ogni risentimento e divisione. Accompagnati anche dalla testimonianza di don Alessandro sento oggi il desiderio con voi “di contemplare la Parola e il popolo di Dio” – per usare le parole di Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium – per raccogliere insieme le sfide che ci vengono dalla vita della gente e dalla vita della Chiesa, i due amori di don Alessandro
La Parola di Dio quest’oggi è dura, indica provocatoriamente che la qualità dell’amore al prossimo è fonte di salvezza. Ce lo insegna anzitutto la pagina del libro dei Re che ci ha ricordato l’incontro tra Elia e la vedova di Zarepta. La carità, la condivisione di pane e olio, moltiplica le cose. La carità non impoverisce, ma arricchisce. Anche la carità della vedova, povera ricordata dalla pagina evangelica di Marco, ci insegna che la misura della carità non è la quantità del dono, che per alcuni può essere il superfluo, ma dalla qualità del dono. E il dono delle due vedove trova il suo completamento e il significato pieno nel dono di Cristo, ricordato dalla pagina della lettera agli Ebrei: Cristo ha dato la sua vita in Croce per la salvezza di tutti.
In ogni discepolo del Signore camminano sempre insieme amore e intelligenza, capacità di donare e discernimento. Avete sperimentato questo amore e questa intelligenza anche in don Alessandro: “padre buono e buon pastore” – come scrisse l’Arcivescovo emerito Mons. Paolo Rabitti, “un sacerdote che ha sciolto tante resistenze nel cuore di chi lo ha incontrato”, come scrisse l’amico fraterno don Giorgio Lazzarato. Io non ho avuto la gioia di incontrarlo tra i preti che mi sono stati affidati in questa Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio che papa Francesco mi ha chiamato a guidare, perché il Signore lo aveva già preso con sé al mio ingresso in Diocesi.
Don Alessandro è stato un prete, un discepolo di Gesù condividendo nelle sue sofferenze la Croce di Cristo, rincorrendo il Signore, calcandone le orme, passo dopo passo per incontrarlo nella sua comunità. Scriveva dalla sua spoglia stanza:
Carissimi tutti, un abbraccio intenso. Nella coroncina della Divina Misericordia si prega: “per la Sua dolorosa passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”. Vi confesso la fatica nel pregare questa giaculatoria in quanto sono persuaso che non è la sofferenza a salvarci ma l’Amore. Ecco, nelle parola dolorosa, mi sono soffermato sulle tre lettere che compongono la parola stessa e precisamente ORO. Cosa c’è di luminoso, di bello, di dorato in una dolorosa passione? Mi è venuto in mente questo: l’oro è l’Amore di Gesù, è il modo con cui amando ha attraversato le tenebre e la morte cambiandone il significato. E’ l’amore di Gesù che guarisce, libera, salva!!
Questa è la prima opera di misericordia: essere e fare tutto nel Suo Amore, solo così tutto è curato, guarito, salvato.
Cari fratelli e sorelle, accompagnati dalle due vedove e dall’esempio e dalle parole di don Alessandro affidiamo anche il nostro cammino personale e di comunità al Signore, facendo nostre ancora le parole di don Alessandro: “ Dai proviamoci insieme a seguire Gesù sulla via dell’Amore !!! Un caro saluto, un abbraccio particolare ai bimbi del catechismo, vi porto nel cuore. Come diceva San Filippo Neri: state buoni, se potete !! Conto sulle vostre preghiere, Dio si lascia toccare il cuore dai piccoli !! Io prego e offro tutto per voi.. Un abbraccio infinito, vi voglio bene .. Buona Quaresima Con affetto Don Alessandro 14/02/2016”.