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La prima Comunione di Cristian: omelia

Parrocchia S. Benedetto - Ferrara

03/11/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, oggi siamo riuniti per celebrare un’Eucaristia particolare, perché si unirà al banchetto eucaristico per la prima volta anche Cristian. Guardando questa mattina la mia pergamena della prima Comunione appesa al muro dello studio ho visto che sono passati cinquant’anni da quel giorno, nel 1968. Quello di oggi è un segno dello Spirito che la Chiesa cresce, ogni giorno. E’ anche un’occasione per ripensare al dono eucaristico, per non abituarci a riceverlo perdendo il suo significato più profondo. L’Eucaristia è memoria, della passione, morte e risurrezione di Gesù:è il dono del Figlio da parte del Padre, che sceglie la Croce per amarci ancora una volta. Un amore – ci ha ricordato la pagina del Deuteronomio – che ha sempre guidato l’ascolto e la relazione tra Dio e il suo popolo: “Tu amerai il Signore tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. Ricordare è saper ascoltare nuovamente, è confrontarsi, è camminare insieme al Signore.
L’Eucaristia è un banchetto, una mensa presieduta dal Gesù stesso, sommo sacerdote, - come ci ricorda la lettera agli Ebrei - ma a cui tutti noi partecipiamo attivamente, con le nostre “debolezze” – come ricorda sempre la lettera agli Ebrei - secondo i carismi di ciascuno: il presbitero e i fedeli, i giovani e gli adulti, i bambini e gli anziani. Non guardiamo l’Eucaristia, ma partecipiamo all’Eucaristia: siamo chiamati a intrattenerci, confrontarci con Lui, il Signore della vita.
L’Eucaristia è pane e vino, richiama le realtà di ogni giorno, “la fatica e il lavoro dell’uomo”, ma anche le fatiche e il lavoro del Maestro, la sua Incarnazione, il suo cammino in mezzo a noi. Il realismo eucaristico richiama una persona vera, storica, che è passata in mezzo a noi facendo del bene, che ha dei testimoni, che hanno dato e continuano a dare la vita per Gesù di Nazareth, il Figlio di Dio.
E infine l’Eucaristia è per noi e per tutti: non è un dono esclusivo, ma inclusivo, genera comunione, costruisce fraternità.
Il regalo che il Signore fa a Cristian oggi è di sedersi a tavola, al banchetto eucaristico, insieme con i suoi genitori. Il regalo che Christian fa a noi oggi è ricordare l’importanza di questo dono, quale è l’Eucaristia, che costruisce la Chiesa e, oltre ad amare Dio ci insegna – come ci ha ricordato la pagina dell’evangelista Marco – ad amare il prossimo . Questo duplice amore anticipa a noi anche il banchetto eterno, quello preparato per noi dal Signore, a casa sua, nella Casa del Padre.
Cari fratelli e sorelle, viviamo con intensità di fede e di preghiera questo speciale giorno eucaristico, in cui il Signore si dona ancora a noi e per la prima volta a Cristian.