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COMMEMORAZIONE DEI CADUTI

Certosa di Ferrara (Famedio)

02/11/2018

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Cari fratelli e sorelle, ci ritroviamo in questo luogo santo per ricordare tutti i nostri defunti, in particolare i nostri caduti di tutte le guerre per la libertà, l’unità e la pace del nostro Paese. Quest’anno ricorre anche il centenario della fine della Grande Guerra (1918-2018), “un’inutile strage” – come scrisse Papa Benedetto XV - che ha visto in Europa, oltre alla distruzione, la morte di 16 milioni di persone, 20 milioni di feriti e 24 milioni di profughi”. Il nostro popolo, in tutte le sue componenti, ha vissuto con coraggio e dedizione alla Patria una Guerra che ha creato anche orfani, vedove, povertà e migrazioni. Per questo saluto e ringrazio le autorità civili e militari, che hanno voluto anche quest’anno promuovere la celebrazione di questa Eucaristia, a ricordo di tutti i caduti, civili e militari e per invocare la pace, la giustizia e la libertà. Come cristiani e cittadini di questo Paese e dell’Europa, anche per il sacrificio di tanti caduti, non possiamo non sentire sempre, forte – come ricorda la nostra Costituzione – il dovere del “ripudio della guerra” e il dovere di ricercare e custodire la pace.
La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci richiama, nella pagina del libro della Sapienza, che chi cerca la giustizia e per quando muore, il suo passaggio nella nuova vita lo vede arrivare “nelle mani di Dio”. E’ bello pensare che i nostri caduti, uccisi al fronte e talora dilaniati dalle bombe, morti di stenti e per le ferite siano stati raccolti nelle mani di Dio, con la tenerezza e l’amore di un Padre che è vicino ai suoi figli, soprattutto nei momenti del dolore, della solitudine e della violenza.
L’Apocalisse, nel suo sogno e nelle sue visioni, ci descrive la vita eterna come l’incontro con Signore, la comunione con Lui, nella sua casa. Paradiso terrestre e Paradiso rimandano alla stessa situazione a cui siamo destinati: vivere da figli familiarmente con Dio, alla fine come all’inizio della creazione, in Paradiso, senza più il rischio del peccato, dell’allontanarci da Dio.
Il brano evangelico delle Beatitudini, se nella solennità di tutti i santi ci ha ricordato i passi della santità, nella commemorazione dei defunti ci ricorda i gradini della scala del Paradiso. I nostri caduti, che hanno lottato per la pace e per la giustizia, che dopo la guerra hanno saputo perdonare i propri nemici e ricostruire una vita comune nel nostro Paese e in Europa, nonostante che abbiano vissuto anche umiliazioni e sofferenze nella prigionia, oggi sono ‘beati’, ‘felici’ perché liberati dal peccato, dal dolore, da tutte le sofferenze. I caduti, figli di Dio, oggi vivono nella pace, sono in Paradiso. Il loro ricordo per noi è un impegno, anche oggi, perché non venga disperso un tesoro fatto di sacrifici, di dolore, di morte che ha generato pace, sicurezza e sviluppo.
Cari fratelli e sorelle, onorevoli autorità, mentre ricordiamo i nostri caduti di tutte le guerre, chiediamo oggi al Signore nella preghiera di illuminare i nostri occhi, perché sappiamo sempre cercare la pace e la giustizia, strade del bene comune.