NEWS

I lavoratori della terra custodi della diversità

68a Giornata del ringraziamento: il Messaggio dei Vescovi italiani

10/11/2018

S.E.Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa

Sono 68 anni, dall’Anno santo del 1950, che la Chiesa italiana accompagna la Giornata del Ringraziamento dei lavoratori della terra con la propria benedizione e con un messaggio. Quest’anno l’attenzione del Messaggio è sul valore della biodiversità: “secondo la propria specie…” (Gen 1,12): per la diversità, contro la disuguaglianza. “La varietà della vita – scrivono i Vescovi italiani – è un dono prezioso, un valore intrinseco, che va tutelato”. Lo ricorda anche Papa Francesco nell’enciclica Laudato si: “L’insieme dell’universo, con le sue molteplici relazioni, mostra al meglio la ricchezza inesauribile di Dio” (L.S. 86). La diversità è il volto di Dio e delle cose da Lui create e i lavoratori della terra sono chiamati a d essere custodi della diversità. Purtroppo la globalizzazione commerciale e un’economia che tende al controllo globale dell’alimentazione attraverso il latifondo uccide la diversità e la varietà delle specie: “si è progressivamente cercato di privatizzare la biodiversità agricola tramandataci dalla tradizione contadina”, scrivono i Vescovi italiani. Mentre il Papa ammonisce: “Ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre. La stragrande maggioranza si estingue per ragioni che hanno a che fare con qualche attività umana. Per causa nostra, migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza né potranno comunicarci il proprio messaggio. Non ne abbiamo il diritto” (L.S. 33). Infatti la FAO ricorda che nel XX secolo, nell’indifferenza generale, è stata ridotta del 75% la biodiversità delle colture, mettendo in grave rischio la sicurezza alimentare. La biodiversità rispetta il territorio, la diversità delle esigenze delle persone, aumenta la produzione alimentare per sfamare i più poveri, liberandoli dai condizionamenti economici delle multinazionali alimentari. “La biodiversità – scrivono ancora i Vescovi italiani – non può essere sottomessa all’interesse prevalente di pochi, ma non può neanche essere limitata ad un pacchetto di risorse a nostra disposizione”: chiede pluralità, condivisione, scambio. Ogni omologazione dell’agroalimentare impoverisce la cura del creato, di cui soprattutto gli agricoltori sono chiamati ad essere custodi.
L’impegno per la biodiversità, anche nella nostra provincia ferrarese significa valorizzare l’originalità e la ricchezza di un territorio e dei suoi prodotti, arricchisce l’alimentazione, tutela la salute. Questo impegno poggia su un modello agricolo, fondato sul legame stretto tra persona, famiglia e comunità – come è ancora per il nostro territorio ferrarese - consapevole e capace di rinsaldare un legame con il territorio e di restituire fiducia al consumatore, nella ricerca di maggiore tracciabilità e sicurezza degli alimenti.
L’impegno per la biodiversità allarga, poi, gli spazi del lavoro, oltre che valorizzarli, perché plurale e personale. A questo proposito, il territorio ferrarese trova nell’agricoltura non solo un aspetto tradizionale, ma anche un campo in cui costruire futuro per le giovani generazioni e per la crescita del territorio. Un ambiente di qualità, negli spazi, nella modalità plurale di valorizzare persone e cibi, la sicurezza alimentare non possono che essere importanti aspetti che rendono appetibili i nostri paesi. In questo senso, l’agricoltura è un bene collettivo, un mezzo di accoglienza,di coesione, di solidarietà e di crescita sociale.
Auguro agli agricoltori ferraresi che la Giornata del Ringraziamento diventi quest’anno la festa della diversità, della pluralità per combattere un modello economico e culturale neoliberista e mercantilista che penalizza non solo il frutto del lavoro, ma la persona, la famiglia e la comunità.