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DON MARCELLO, UOMO E PRETE GIUSTO: OMELIA

Bondeno, Chiesa Arcipretale

08/10/2018

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
Cari fratelli e sorelle,
cara comunità cristiana di Bondeno, cari confratelli, caro don Marino e familiari, siamo stati chiamati oggi a portare l’ultimo saluto al nostro fratello don Marcello in questa chiesa, che lo ha visto celebrare su questo altare e presiedere la stessa Eucaristia per oltre trent’anni. Don Marcello ha servito fedelmente, con intelligenza e obbedienza, con fermezza e umiltà la nostra Chiesa come presbitero per quasi sessant’anni nei diversi, delicati e importanti ruoli che gli Arcivescovi gli hanno affidato. Dopo l’ordinazione presbiterale con l’Arcivescovo Mosconi, nel 1960, don Marcello ha servito come vice-rettore per sedici anni il nostro Seminario di Ferrara, con la dedizione e le capacità di un formatore che lo hanno reso anche successivamente un punto di riferimento spirituale e pastorale per molti presbiteri fino ad oggi. Con l’arrivo nell’Arcidiocesi di Ferrara di Mons. Franceschi, il nuovo Vescovo lo vorrà come suo segretario particolare per i sei anni del suo episcopato. Nascerà tra i due, l’Arcivescovo e il suo Segretario, un’amicizia profonda che continuerà anche dopo il trasferimento di Mons. Franceschi a Padova e durerà fino alla morte dell’Arcivescovo. Il nuovo Vescovo Mons. Maverna lo nominerà per due anni parroco a Baura, piccola comunità parrocchiale alle porte di Ferrara, luogo di spiritualità benedettina. Riconoscendo il valore di don Marcello, l’Arcivescovo Maverna gli affiderà nel 1984 questa comunità parrocchiale di Bondeno, che ha servito e amato per trentatre anni e dove ha chiesto di concludere gli ultimi suoi anni di vita, regalando anche molto dei suo tempo per costruire relazioni di comunione tra le parrocchie nel vicariato e tra i presbiteri, favorendo il cammino sinodale della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, partecipando assiduamente anche al Collegio dei Consultori e al Consiglio pastorale diocesano.
Il brano del libro della Sapienza che abbiamo ascoltato parla delle anime dei giusti e ci ricorda che “sono nella pace”, “la loro speranza è piena di immortalità”, “risplenderanno” e il Signore “li ha graditi come l’offerta di un olocausto” e per questo “rimarranno presso di Lui”. Queste parole sono come un abito per don Marcello, uomo e prete giusto, che ha vissuto le virtù della fede, della carità e della speranza e per questo oggi, siamo certi, riposa nella pace, nella casa del Padre.
Il Vangelo ci ricorda le beatitudini che - come ha scritto papa Francesco nell’esortazione apostolica Gaudete et exultate – sono le tappe del cammino di santità cristiana a cui tutti siamo chiamati. Un cammino che nella sua vita, tra fatiche e consolazioni, gioie e speranze don Marcello ha percorso nel ministero presbiterale: libero dalle cose, vicino agli ammalati, tra le case offrendo la consolazione a chi perdeva una persona cara, vivendo la mitezza e la misericordia, costruendo dialogo e pace nella comunità, custodendo il tesoro di fede che gli era stato posto nelle sue mani. Per questo e per molto altro che il Signore conosce e che molti di voi custodiscono nel proprio cuore, sono certo che oggi “grande è la ricompensa nei cieli” per don Marcello.
“Guardare al cielo”. Sono le ultime parole, cari fratelli e sorelle, cari presbiteri, che ho raccolto dalla flebile voce di don Marcello al capezzale del letto d’Ospedale, il suo Calvario. “Guardare al cielo” è anche il messaggio della tua vita cristiana e presbiterale a tutti noi, caro don Marcello, per non essere schiacciati dalle cose terrene, ma usarle con la libertà dei figli di Dio, amando la Chiesa sopra ogni cosa. Come è stato per te, don Marcello. Maria, Madonna delle grazie, ti aspetta sulla porta della casa del Padre per vivere nella comunione dei santi, da dove ti chiediamo, con la delicatezza e la premura che sempre hai avuto, di guardare a questa nostra povera e santa Chiesa di Ferrara-Comacchio.