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Rito di ammissione in Seminario

30/09/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Nella vita del Seminario il rito di ammissione di un candidato al ministero presbiterale è un momento importante, perché segnala la ‘decisione’ di un cristiano a fare il tratto finale di un cammino di fede e di servizio al Signore e alla Chiesa. Oggi a farci vivere questo momento importante è Alessandro.
La pagina del Vangelo di Marco, l’evangelista che ci accompagna in quest’anno liturgico, ricorda nel dialogo tra l’apostolo Giovanni e Gesù un fatto: uno che non era discepolo di Gesù scacciava i demoni nel suo nome. Gesù da questo fatto aiuta i discepoli a non sentirsi i soli beneficiari della grazia del Signore. Chiunque che fa un gesto buono, anche semplice come dare un bicchiere d’acqua nel suo nome è discepolo. Non lo è chi usa il nome del Signore per scandalizzare i più piccoli, per fare del male e agire con violenza, chi fugge dagli impegni, chi non è discreto e prudente. Nelle beatitudini, poi, il Signore ricorderà quali sono i gesti che rendono felici, beati, noi e gli altri, facendoci riconoscere, guardare in faccia Dio nostro Padre. Mentre il male, nelle sue diverse forme, rende infelice la nostra vita, destinata alla Geenna.
Caro Alessandro, oggi sei a un tornante importante della tua vita di fede e nel tuo cammino verso il sacerdozio. Da oggi la formazione spirituale deve farsi più intensa, con la vita di preghiera e liturgica che sarà anche arricchita successivamente dai ministeri del lettorato e dell’accolitato, fino all’altra definitiva decisione di ricevere l’Ordine sacro, nel diaconato prima e nel presbiterato poi. Da oggi ciò che studi, ciò che legge, la formazione culturale deve guardare, oltre che alla tua conoscenza non superficiale, ma critica e con metodo, al ministero che ha come destinazione il popolo di Dio. Da oggi la tua formazione umana dovrà verificare gli atteggiamenti, i gesti e le parole, per non scandalizzare le persone che incontreremo, soprattutto i bambini, i ragazzi e i giovani con cui farai un cammino come educatore e testimone. Da oggi la tua formazione pastorale dovrà valorizzare la conoscenza e la relazione con i presbiteri, i consacrati, i laici e con loro imparare a costruire una comunità, che potrà non avere più il volto di una parrocchia, ma il volto di un’unità pastorale, dove saranno importanti le relazioni con gli altri presbiteri, la partecipazione attiva dei fedeli laici, il riconoscimento del valore della vita consacrata. Da oggi tutto va orientato e verificato nella tua formazione guardando a questa nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, a questo popolo di Dio, di cui sei chiamato ad essere servo. Il Signore accompagni il tuo cammino, perché la tua risposta sia piena. Ti accompagnamo con la nostra preghiera e la nostra amicizia paterna e fraterna.