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FESTA DI S. MICHELE ARCANGELO (OMELIA)

Chiesa del Gesù

29/09/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Un deferente saluto alle autorità civili e militari, in particolare al sig. Questore e alle forze di Polizia che oggi celebrano la festa del loro patrono, S. Michele Arcangelo. La tradizione – riportata nella leggenda aurea da Jacopo da Voragine – ricorda alcuni interventi miracolosi di San Michele arcangelo, tra cui il salvataggio di una donna che stava per partorire in mare, nel 710, sulla costa francese. Questo ricordo del patrono San Michele mi porta a fare due riflessioni, alla luce della Parola di Dio.
Una prima riflessione riguarda i volti diversi della figura dell’angelo, in particolare dell’arcangelo Michele, che ritroviamo citato cinque volte nella Parola di Dio: oltre chi porta il primo aiuto a chi soffre, l’angelo è chi annuncia un messaggio del Signore, chi accompagna, chi custodisce e protegge dal male, anche chi accoglie in Paradiso – come ricorda Gesù a Natanaele nella pagina evangelica che abbiamo ascoltato. Per queste ragioni, la Polizia ha scelto San Michele arcangelo come protettore. Anche gli uomini e le donne della Polizia guardano agli stessi volti: di chi ricorda le regole della vita civile, di chi accompagna le persone in difficoltà, di chi custodisce e protegge le persone e le famiglie di ogni nostra città da chi opera violenza, prepotenza, offese, alimentando illegalità e generando insicurezza per tutti, di chi porta il primo soccorso; talora anche vicini a chi, in seguito a un incidente, perde la vita. Spesse volte gli uomini della polizia sono stati gli ‘angeli’ per tante situazioni e persone in difficoltà. In una società democratica, infatti, la tutela del bene comune passa anche attraverso uomini e donne che difendono le persone e il territorio, evitando che si ritorni alla legge del taglione, a farsi giustizia da sé o che i deboli soccombano. La ricerca della pace, il ristabilimento della giustizia, la cura della legalità, la vigilanza sulle strade in particolare sono i beni su cui cresce una città. Senza questi beni la città non è accogliente, non è capace di garantire i più deboli – dai bambini agli anziani – non offre le condizioni per una vita serena, di un reciproco ascolto e aiuto, di spazi e strade sicure. A proposito di strade sicure nelle nostre città Papa Francesco ha un passaggio molto bello nell’enciclica Laudato sì, dedicata alla cura del creato: “La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità al trasporto pubblico. Tuttavia alcune misure necessarie difficilmente saranno accettate in modo pacifico dalla società senza un miglioramento sostanziale di tale trasporto, che in molte città comporta un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza» (n. 153). Anche in una città come Ferrara, a misura d’uomo, i vostri compiti sono importanti, perché ogni persona possa sentirsi sicura e vivere serenamente.
Una seconda riflessione è legata alla pagina del profeta Isaia che abbiamo letto. Il profeta Isaia ricorda la Parola del Signore al popolo d’Israele che ripete tre volte: “Ascoltatemi”.
Il primo “ascoltatemi” riguarda l’impegno della ricerca della giustizia. E’ un impegno caro alle forze di Polizia, nelle città e sulle strade, dove cresce talvolta il male che offende alimenta le ingiustizie.
Il secondo “ascoltatemi” riguarda l’impegno per la tutela dei diritti e la dignità delle persone, indifese di fronte alle prepotenze e alle violenze di alcuni che non rispettano la legge nelle nostre città. Tante volte queste persone indifese sono i più piccoli, gli anziani, i poveri i migranti.
Il terzo “ascoltatemi” è un invito a camminare sulle strade della giustizia e della legge nonostante gli insulti, le incomprensioni, i disagi, le paure. Non sempre le persone sanno riconoscere i sacrifici e il valore di una presenza delle forze di Polizia: questo non deve scoraggiare, ma deve ancora di più far crescere il senso del dovere. Senza la giustizia e senza la legge la città cade in mano dei violenti, dei prepotenti, dei qualunquisti, degli approfittatori.
Cari fratelli e sorelle impegnati nelle forze di Polizia: oggi prego con voi San Michele arcangelo, vostro Patrono, perché vi protegga e vi accompagni nel vostro lavoro al servizio del bene comune, della pace e della giustizia, e perché insieme, tutti noi possiamo sentirci responsabili nella costruzione di una città per l’uomo.