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30 settembre Domenica della Parola

28/09/2018

La Domenica della Parola, fissata per il giorno 30 settembre, festa di san Girolamo, può essere davvero un’occasione unica per raccogliere il popolo di Dio attorno alla Bibbia, rinnovando una delle dimensioni essenziali della vita cristiana: l’ascolto. In questa Giornata vogliamo restituire al Libro di Dio la sua centralità, mettendone in luce il grande valore umano e sociale, oltre che cristiano e spirituale, e invitando credenti e no a leggerlo, ripercorrerlo, rivisitarlo. «Sarebbe opportuno», ha scritto il Santo Padre nella lettera apostolica Misericordia et misera, «che ogni comunità, in una domenica dell’Anno liturgico, potesse rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo».
Attorno alla Bibbia, infatti, si danno appuntamento le vie più diverse della comunicazione umana: l’arte, la musica, il cinema, una molteplicità di testi, di autori, di esperienze; uomini e donne che per essa hanno donato la vita, persone che grazie ad essa l’hanno ritrovata, esistenze che in essa hanno sperimentato una svolta decisiva e incisiva.
Possono essere significative le parole del Santo Padre Francesco, tratte da un’introduzione ad una Bibbia per i giovani:
«Se voi vedeste la mia Bibbia, forse non ne sareste affatto colpiti. Direste: “Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!”. Potreste anche regalarmene una nuova, magari anche una da 1.000 euro: no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, quella che ha accompagnato metà della mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime: è il mio inestimabile tesoro. Vivo di lei e per niente al mondo la darei via…
Avete tra le mani qualcosa di divino: un libro come fuoco, un libro nel quale Dio parla. Perciò ricordatevi: la Bibbia non è fatta per essere messa su uno scaffale, piuttosto è fatta per essere tenuta in mano, per essere letta spesso, ogni giorno, sia da soli sia in compagnia. Magari all’aperto, immersi nella natura, nel bosco, in riva al mare, la sera al lume di una candela… farete un’esperienza potente e sconvolgente.
Voglio confidarvi come leggo la mia vecchia Bibbia: spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento — e non è certo sentimentalismo —, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice.
A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando. Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta. Volete farmi felice? Leggete la Bibbia».
Come Ufficio Catechistico stiamo pensando ad una serie di appuntamenti diocesani durante l’anno pastorale, sulla Parola.
Vogliamo anche ricordare che, per i tempi forti del calendario liturgico (Avvento e Quaresima), l’Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego durante la celebrazione alle ore 19.00 in Cattedrale, terrà una riflessione, che intende accompagnare la comunità diocesana nel suo cammino. Cercheremo di darne la più ampia diffusione.
In questa Domenica, 30 settembre, che segue nell’immediato, per una fortunata circostanza, la Giornata diocesana del Laicato, potrebbe essere opportuno e significativo sottolineare con qualche piccolo segno, nell’ambito della liturgia, la centralità della Parola di Dio per le nostre comunità.

1. L’atto penitenziale può essere così proposto:
“Fratelli e sorelle, Cristo è la Parola eterna, il Verbo che è venuto ad abitare in mezzo a noi. La Chiesa lo riconosce presente nelle sacre Scritture, che di lui parlano. Chiediamo perdono per tutte le volte che non abbiamo messo la parola di Dio al centro della nostra vita e non l’abbiamo messa in pratica (breve silenzio).
Signore, con la tua Parola tu ci parli con amore e ci guidi alla salvezza. Perdonaci se non abbiamo saputo ascoltarti: Signore pietà.
Cristo, l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di te. Perdona la nostra superficialità e la presunzione di conoscerti: Cristo pietà.
Signore, nella tua bontà non ti stanchi di rivolgerci ogni giorno la tua Parola. Perdona le nostre sordità e resistenze e donaci un cuore nuovo: Signore pietà”.

2. Una piccola processione per l’intronizzazione della Parola, durante il canto del Gloria. L’evangeliario o il lezionario possono essere portati da un diacono, un lettore, dove siano presenti, o da un catechista. Siano accompagnati da una coppia di sposi e da un giovane della comunità. Il libro della Parola verrà collocato sull’altare; poi posto sull’ambone e incensato per la proclamazione del Vangelo.

3. Alla fine della proclamazione del Vangelo, il celebrante benedica l’assemblea, con l’evangeliario o lezionario.

4. Dopo l’omelia, il celebrante o altro ministro presente può portare l’evangeliario o lezionario aperto davanti all’altare e consentire che l’assemblea, o una parte di essa (i bambini-ragazzi del catechismo per esempio) si avvicini ordinatamente e compia un piccolo gesto di devozione al Testo Sacro (una mano a toccare la pagina e un inchino semplice).

5. Intenzioni da aggiungere alla Preghiera dei fedeli:
“Per la Chiesa, perché i pastori e i fedeli si lascino trasformare dalla Parola che proclamano e diventino segno luminoso della misericordia di Dio che guarisce e perdona. Preghiamo.
Per le famiglie, perché ogni giorno traggano forza e grazia della condivisione della Parola di Dio che è alimento del cammino di fede, fonte della speranza, sorgente di carità. Preghiamo.
Per i giovani, perché nell’ascolto assiduo della Parola sappiano discernere la volontà di Dio sulla loro vita. Preghiamo”.

Segnaliamo infine la disponibilità presso le edizioni San Paolo del sussidio “La Domenica della Parola. Una festa con la Bibbia”.

Ufficio Catechistico Diocesano