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Don Alessandro Denti: 907 firme...per riscrivere una favola

02/08/2018

di Cinzia Berveglieri

"L'importante è non recidere mai il dialogo": quante volte me lo hai detto Don.
Me lo ripetevi ogni volta che ti raccontavo le mie "avventure" di mamma, la difficile convivenza con mia figlia adolescente, la sensazione di parlare "a vuoto", quando i miei consigli parevano finire nel nulla.
Quando, il 4 marzo scorso, in occasione del primo anniversario della tua morte, mi sono fatta promotrice di una raccolta firme affinché la nuova piazza di Malborghetto, attualmente in fase di realizzazione, venisse intestata a te, non avrei mai immaginato di risentire chiaro nel mio cuore il tuo monito.
A seguito degli articoli apparsi sul settimanale "La Voce di Ferrara-Comacchio" - sulla Nuova Ferrara e che hanno dato risalto all' iniziativa - mi sono ritrovata a tarda notte a rispondere alle tante mail che mi chiedevano come poter partecipare alla raccolta.
Mi sono recata personalmente da chi, per diversi motivi, non poteva arrivare nei punti di raccolta, sparsi per tutto il paese.
È cosi che è ricominciato il dialogo...
A Vigarano Pieve Don Raffaele mi parla dei campi estivi che avete condiviso con i ragazzi. Di quel tuo arrivare "sfrecciando" sul tuo scooter per condividere momenti di preghiera e di aggregazione. Nella sua voce la consapevolezza di chi ha perso un umile confratello e un grande amico.
La mano di Don Andrea a Vigarano Mainarda si schiude per mostrarmi un piccolo angioletto. "È un regalo di Don Sandro", mi dice, "lo porto sempre con me, da quando, un dicembre di qualche anno fa, dopo che su un binario della stazione di Coronella abbiamo celebrato la Messa in ricordo di un giovane che, lavorando, in quella stazione ha perso la vita, lo regalò a me e ai parenti presenti. Sandro era così, aveva sempre un pensiero per tutti".
Che belle le mail della signora Rosita. Attraverso le sue parole mi ha "portata" a Voghiera, dove affiancasti il parroco, gravemente malato.
Nel 1990 nella chiesa di San Benedetto con Don Ponti e Monsignor Varani hai concelebrato il matrimonio della figlia.
Sarà un' amica di Rosita a farmi avere le firme di chi ricorda con stima e affetto il tuo passaggio nel loro paese.
È nel parlatorio del Convento delle Carmelitane Scalze che incontro il sorriso di Suor Teresa Benedetta di Gesù.
Mentre lei va dalle consorelle a raccogliere le loro firme, io aspetto avvolta dal silenzio e dalla pace che regna in quel luogo.
La voce gioiosa di Suor Teresa mi fa "tornare con i piedi per terra" mentre mi mostra soddisfatta i fogli riempiti.
Poi mi parla di te, e mentre mi scende una lacrima mi dice "non piangere, Don Alessandro è sempre vicino a noi".
Esco, con la sensazione di aver rivisto il tuo sorriso nel suo sorriso, di aver ricevuto la tua stretta di mano dalla sua mano...
...e il dialogo continua...
Continua nel salotto di Giorgio. "Condividiamo un grande amico. Accomodati".
Tutto intorno, appese alle pareti, le foto delle cime più alte delle Dolomiti.
Giorgio ha toccato con mano le rocce di quell'inconfondibile color rosa...
Oggi la sua malattia non gli permette più di tornare sulle "sue montagne", ma il racconto delle sue scalate è talmente gioioso e dettagliato che ho l'impressione di essere "in cordata" con lui.
La gratitudine per quello che gli è stato permesso di raggiungere è talmente grande che gli permette di camminare ancora attraverso i ricordi.
Mi sembra di sentirti Don, quando 20 anni fa, Assistente del Gruppo di Rinascita Cristiana, condividevi le tue preghiere in questa stanza parlando di "come amavi stare sulle montagne, perchè lì ci si sente più vicini a Dio".
Sai, percependo la serenità di Giorgio credo proprio che su una delle cime che ha raggiunto Dio gli abbia accarezzato il cuore.
...e il dialogo non conosce confini...
Nell'orfanotrofio di Medjugorje, dove siamo stati tante volte durante i nostri pellegrinaggi, Suor Cornelia e la sua comunità consegnano le loro firme ad un gruppo di pellegrini, che le porterà a me.
...e il dialogo continua...
...con Don Giorgio, nella Chiesa di Malborghetto, nei negozi del paese trasformati in veri e propri centri di raccolta firme, con gli amici degli amici che con un meraviglioso passaparola trasformano il dialogo in un vociare festoso dove ognuno porta il proprio contributo di ricordi.
Nel frattempo, gli organi competenti hanno già decretato l' intitolazione della nuova piazza a Monsignor Alessandro Denti, ma io il 17 luglio ho consegnato le 907 firme che abbiamo raccolto all' Ufficio della Toponomastica, che avrà cura di registrarle e conservarle nei propri archivi.
L'ho fatto per "ufficializzare" la nostra volontà di sentirci partecipi di questa intitolazione.
...e il dialogo continua....
Mi sono incamminata sulla strada dei ricordi avendo paura, non di quello che avrei trovato, ma di quello che non avrei trovato.
Come Pollicino ho temuto di non riconoscere la strada che tu, Don, avevi già percorso con noi e per noi, perchè "le briciole" che avevi disseminato per riconoscere il cammino erano state disperse dal vento, dalla pioggia, dal tempo.
Ma sulla strada della "mia favola" non c'erano briciole ma semi...
I semi dei tuoi insegnamenti che sono germogliati e sono diventati alberi dalle chiome rigogliose.
Mentre camminavo, il vento che scompigliava le foglie mi riportava l'eco della tua voce.
Grazie a chi, prima di me si è prodigato per attivare la richiesta dell' intitolazione:
Al con.re Bova
Alla Commissione Toponomastica
Alla Giunta Comunale
Al Prefetto
Alla Nuova Ferrara
Al settimanale "La Voce di Ferrara-Comacchio"
A tutti quelli che si sono prodigati per la raccolta firme
A chi mi ha dedicato il suo tempo, prendendo in carico le 907 firme
A chi da lassù...ha guidato i miei passi.