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OMELIA FESTA DI SAN LEO

Parrocchia di Voghenza

01/08/2018

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, onorevoli autorità, da oltre mille anni la vostra comunità vive della compagnia di un santo, San Leo, che dalla Dalmazia è arrivato a Rimini, San Marino e Montefeltro insieme all’amico Marino, entrambi tagliapietre, portando la freschezza di un’esperienza di fede, segnata dalle persecuzioni. Dopo la morte le sue spoglie che riposavano a Montefeltro, nei primi anni del secondo Millennio, si sono fermate miracolosamente in questa comunità cristiana, antica diocesi, mentre erano in cammino verso Spira per indicazione dell’Imperatore, su quella strada Romea che univa diversi Paesi oggi europei. “Ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo” (E.G. 19), scrive Papa Francesco nell’esortazione sulla santità Gaudete ed exultate.
Ascoltiamo allora insieme la Parola di Dio guardando alla testimonianza di San Leo. La prima lettura richiama l'azione profonda della Parola di Dio nella storia degli uomini, attraverso il canto del profeta Isaia. Gli ebrei sono in cammino, con gioia, dalla Babilonia a Gerusalemme e Dio indica loro la strada del ritorno. In un contesto di esilio e di lontananza, di assedio e di distruzione, tali parole riaccendono nel cuore una luce. Dio non si è dimenticato della sua promessa, è fedele e le porta a compimento. San Leo è stato per Voghenza come il profeta che ha annunciato la bella notizia dell’Incarnazione, che ha cambiato la storia di questa comunità fino ad oggi. Disperdere questa bella notizia significa perdere le nostre radici, la nostra identità.
San Leo, diventando pastore di questa comunità, come Paolo si è stato un ministro di Cristo e amministratore dei misteri di Dio, con fedeltà. Ogni pastore nella comunità cristiana a lui affidata è ‘servo’ e non padrone: insieme, fedeli e laici, sono responsabili della crescita della comunità. Una responsabilità che in ogni epoca della storia si deve coniugare con le situazioni nuove: oggi con l’individualismo, l’egoismo, la paura dell’altro. Una ‘cultura dell’incontro’ nelle nostre comunità è la sola che da futuro, perché valorizza i carismi di ciascuno, affronta insieme le difficoltà nuove, valorizza i luoghi comuni come luoghi di prossimità.
Infine la pagina del Vangelo di Matteo, che è la conclusione del testo evangelico, ci ricorda che la Chiesa si costituisce vivendo e annunciando Gesù che raduna tutte le genti del mondo e le immerge nella sua vita e nella sua morte per farle partecipare alla vita e all'azione del Padre nello Spirito. La comunità cristiana vive per la presenza del Cristo in mezzo ad essa (Mt 18,20) e appare come luogo ove si attesta la presenza universale di Gesù, che abbraccia lo spazio e il tempo. Al tempo stesso la comunità cristiana vive per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo dei suoi discepoli. La grazia di una presenza di Dio sempre nella storia e la responsabilità e la libertà di ciascuno di noi sono gli aspetti che accompagnano la missione della Chiesa ieri come oggi.
San Leo e l’amico San Marino hanno lasciato la loro terra per portare il Vangelo della gioia tra noi, unendo preghiera e lavoro. Per questo desiderio di comunicare a tutti il Vangelo di Gesù, con responsabilità e fedeltà, la comunità cristiana di Voghenza ha avuto san Leo come Pastore.
Cari fratelli e sorelle, “la parola “felice” o “beato” diventa sinonimo di “santo”, perché esprime che la persona fedele a Dio e che vive la sua Parola raggiunge, nel dono di sé, la vera beatitudine” (E.G. 64), scrive ancora papa Francesco. San Leo ha raggiunto la sua felicità in questa terra, indicandoci come ogni luogo, può diventare terra di santi. Chiediamo al Signore, per intercessione di San Leo, di camminare nella santità, qui, oggi. Come ieri.