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Suor Veronica: “Un frammento di Lui”

Omelia dell'anniversario della morte

08/07/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Come ogni anno, nel giorno del suo incontro con il Padre celeste, l’8 luglio 1964, ricordiamo suor Maria Veronica del Ss. Sacramento, di cui la Chiesa ha iniziato il cammino per proporci il suo modello di santità. Una santità semplice e profonda, quotidiana, accompagnata dalla familiarità con il Signore, presente nell’Eucaristia, e con Maria, “la cara Mamma Celeste”. Nell’ascolto della Parola di Dio, che la Liturgia di oggi ci propone, ritroviamo i motivi profondi della nostra riflessione. Nella prima lettura incontriamo Ezechiele, inviato come profeta ai figli d’Israele, “testardi e dal cuore indurito”. Suor Veronica è stata mandata a noi, forse come gli Israeliti “testardi e dal cuore indurito”, per ricordaci la radicalità evangelica, in un tempo segnato da due guerre mondiali, ma anche da un boom economico che sembrava rendere l’uomo padrone del mondo. Di fronte al potere e alla forza, Suor Veronica, con la sua debolezza, la malattia che la accompagnerà per gran parte della sua vita, si presenterà – così scrive al suo predicatore degli esercizi spirituali nel maggio del 1934 – come “un frammento di Lui”, di Gesù Cristo realmente presente nell’Eucaristia.
Suor Veronica sente la sua piccolezza e vive la sua minorità davanti al Signore, sapendo che questo sguardo costruisce la sua infanzia spirituale. E la malattia, la sofferenza fisica e psichica, sarà per Lei, come per l’apostolo Paolo, “una spina”, che purificherà la sua vita fino alla morte, rendendola libera al punto da entrare in confidenza con il Figlio Gesù e sua Madre. La sua debolezza è diventata così la sua forza e con e come l’apostolo Paolo potrà dire: “quando sono debole è allora che sono forte”.
La pagina evangelica di questa domenica (Mc 6, 1-6) ci presenta Gesù mentre insegna nella sinagoga di Nazareth. Molti suoi conterranei, ascoltandolo, rimangono stupiti e dicono: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Anche la vita di suor Veronica può destare scandalo. Come può essere santa una bambina nata nella parrocchia di S. Francesca Romana, orfana di padre e lasciata in Istituto minorile da sua madre, poi Cappuccina e costretta a letto per una tisi polmonare e intestinale? Come il Signore può regalarci i suoi messaggi attraverso una religiosa, una vita, una storia così semplice, quasi insignificante? E come Gesù deve affrontare la natura dell’incredulità dei suoi compaesani, cioè questo rifiutare che c’è di più di quello che la ragione conosce, di più di quello che gli occhi vedono, cioè l’invisibile, il nascosto, il misterioso, il più grande, il meraviglioso; anche suor Veronica ha dovuto affrontare l’incredulità, l’abbandono di fronte alle sue visioni mistiche. Per questo, alla luce del Vangelo, in suor Veronica, attraverso la sua storia spirituale, il Signore Gesù ci sta svelando chi siamo: siamo molto di più, perché figli di Dio, creati a sua immagine e somiglianza. Noi siamo chiamati a essere più che la mera fattualità della nostra vita. Tutti noi, per il nostro Battesimo, siamo dei profeti, siamo dei re, siamo dei sacerdoti; tutti quanti possiamo essere un ponte per Dio. Possiamo essere gli Uditori della Parola, gli invitati alla Cena, i testimoni della gioia del Vangelo nei diversi ambienti della nostra vita: dal lavoro, alla scuola, alla parrocchia, alla famiglia. Anche noi, come suor Veronica, possiamo scoprire in ogni cosa quotidiana la presenza di Dio; che c’è qualcosa di sacro in ogni cosa, e offrire a Dio ogni momento della nostra vita. Suor Veronica ci ha insegnato che attraverso il sacramento dell’Eucarestia diventiamo una carne sola con Cristo, per avere la sua vita, per vivere la sua vita. Si tratta di aprirsi a questa nostra immensa dignità, cioè di essere “un frammento di Lui”, come diceva Suor Veronica. E il cammino della santità è il cammino di libertà dalle cose, dal tempo per vivere una relazione familiare con il Signore, ogni giorno. E’ il messaggio vivo di Suor Veronica, anche oggi, a noi e alla nostra Chiesa.