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INCONTRO GRUPPI SERRANI - GIORNATA SANTIFICAZIONE SACERDOTALE

Pomposa, 8 giugno 2018

08/06/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle dei Serra Club di Ferrara, Pomposa e Bologna sono felice di concludere con voi stasera l’anno serrano, nella Solennità del Sacro Cuore di Gesù, nella quale cade la Giornata di santificazione sacerdotale, occasione per noi presbiteri “di fermarci alla presenza del Signore, per rinnovare la memoria del nostro incontro con Lui e, così, rinvigorire la nostra missione al servizio del popolo di Dio”, come recita il Messaggio per questa Giornata inviato dal Card. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero e i Seminari. E mi piace immaginare che con noi stasera, nella preghiera e nella contemplazione del mistero del Cuore di Gesù, siano presenti i 170 presbiteri, secolari e religiosi, della nostra Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Anzitutto, la Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci accompagna nella nostra riflessione. La pagina del profeta Osea ci racconta l’amore di Dio per il suo popolo, simile a quello di un padre o di una madre nei confronti di un figlio: quando lo tiene per mano per insegnargli a camminare o quando lo prende in braccio o quando ancora lo nutre. E’ un amore quello di Dio per il suo popolo che trova segni concreti nell’amore e nel servizio dei nostri presbiteri alle parrocchie loro affidate, come ho potuto concretamente sperimentare nella visita a tutti i sacerdoti e a tutte le parrocchie della nostra Arcidiocesi in questo mio primo anno di ministero. Un amore e un servizio che diventano dono, condivisione, povertà; un amore e un servizio che diventano obbedienza al Vescovo e alle esigenze del popolo di Dio loro affidato prima che ai propri interessi; un amore e un servizio che diventano castità, attenzione affettuosa e indiscriminata a tutti i fedeli e non solo ad alcuni. Le promesse del giorno dell’ordinazione, pur tra disagi, difficoltà, talvolta anche solitudine e sofferenza nel ministero presbiterale, hanno costruito nelle nostre parrocchie un tassello importante di una Chiesa aperta, in ascolto, fedele alla Parola e al popolo, che guarda avanti, con fiducia e non con chiusure e rimpianti. Le parole dell’apostolo Paolo alla comunità di Efeso ci aiutano a comprendere la grandezza del ministero affidato ad ogni presbitero: essere annunciatore delle ricchezze di Cristo e al tempo stesso illuminare ogni persona del mistero di un Dio Creatore e Padre, in comunione con tutta la Chiesa, con una fede libera e intelligente, illuminato dallo Spirito, radicato nella carità. La dura realtà, i dubbi, la solitudine possono però spegnere l’ardore apostolico anche nella vita del Presbitero. Infatti, “la grata memoria dell’incontro iniziale (con il Signore), la gioia della sequela e lo zelo del ministero apostolico - si legge sempre nel Messaggio per la Giornata sacerdotale di quest’anno -, magari portato avanti per anni e in situazioni non sempre facili, possono cedere il passo alla stanchezza o allo scoraggiamento, facendo avanzare il deserto interiore dell’aridità e avvolgendo la nostra vita sacerdotale nell’ombra della tristezza”. Da qui la forza della preghiera, della vicinanza, dell’amicizia dei Serrani che accompagnano in maniera fraterna la vita dei candidati al Presbiterato e alla Vita consacrata, e dei presbiteri. Anche la preghiera in questo giorno, dedicato alla Santificazione del clero, diventa un regalo, e Pomposa, questa antica abbazia tra le nostre acque e le nostre terre, diventa quasi un Tabor, in cui anche noi, “in disparte”, ricordiamo i nostri presbiteri perché siano - per usare le parole di Papa Francesco - “preti normali, semplici, miti, equilibrati, ma capaci di lasciarsi costantemente rigenerare dallo Spirito” (Papa Francesco, omelia concelebrazione eucaristica con i Missionari della Misericordia, 10.4.2018). Per questo, anche nel vostro accompagnamento fraterno dei presbiteri, non favorite apparenza, ostentazione, contrapposizioni, esclusioni, volgarità nascoste dietro il manto della fedeltà alla tradizione, ma piuttosto la semplicità, il dialogo, il confronto, l’attenzione ai lontani, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nell’abbandono, per gli ammalati.
Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Gaudete ed exultate sulla santità, ci ha ricordato che “la Chiesa non ha bisogno di burocrati e funzionari, ma di missionari appassionati, divorati dall’entusiasmo di comunicare la vera vita. I santi sorprendono, spiazzano, perché la loro vita ci chiama a uscire dalla mediocrità tranquilla e anestetizzante” (G.E. 138). La pagina del Vangelo di Giovanni - Gesù morto per noi e crocifisso sul Golgota - ci ricorda la testimonianza di un discepolo che vede trafitto il Maestro, il Salvatore, dal cui costato uscì sangue e acqua. E’ il sangue e l’acqua che nell’Eucaristia, che oggi celebriamo, ci ripresenta l’efficacia della morte di Gesù per la nostra vita. E’ il sangue e l’acqua di Cristo Eucaristico che, cari Serrani, genera comunione e rende ragione del cammino di preghiera e di servizio della vostra Associazione. Un cammino di preghiera e di servizio, nello stile gioioso e conviviale che vi caratterizza, che è un dono per la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio.