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VEGLIA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI 2018

Cattedrale di Ferrara

21/04/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio
“Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore”. Sono tre i verbi con cui Papa Francesco coniuga la vocazione, la chiamata del Signore nel Messaggio per la 55° Giornata mondiale delle vocazioni 2018. Tre verbi giovanili, non solo in riferimento all’età, ma anche alla dinamica vocazionali. Tre verbi che rimandano anche al cammino sinodale, con al centro i giovani, la fede e il discernimento a cui ci stiamo preparando. Coniugare questi tre verbi significa entrare in un cammino vocazionale, non sempre facile oggi, quando il parlare precede l’ascolto, le decisioni sono frutto di improvvisazione, e le scelte di vita sembrano non essere più definitive, ma rimesse continuamente in discussione. “Nella diversità e nella specificità di ogni vocazione, personale ed ecclesiale”, non può mai mancare l’ascolto, la scelta e un particolare stile di vita.
Ascoltare.
Ascoltare non è semplicemente sentire. Si tratta di impegnarci – ricorda papa Francesco - in un “ascolto profondo della sua Parola e della vita, prestare attenzione anche ai dettagli della nostra quotidianità, imparare a leggere gli eventi con gli occhi della fede, e mantenersi aperti alle sorprese dello Spirito”. Non un ascolto della Parola autoreferenziale, ma con gli altri, dentro la vita, tra le pieghe della quotidianità, tra gioie e speranze, tristezze e angosce. “Chiusi in noi stessi, nelle nostre abitudini e nell’apatia di chi spreca la propria vita nel cerchio ristretto del proprio io” non sapremo mai riconoscere Dio nel profondo del nostro cuore e comprendere le strade da percorrere. Parola e vita sono i binari che aprono il cuore all’amore, alla prossimità con Dio e i fratelli, senza la quale “non esiste un vero incontro spirituale” (E.G. 171).
Discernere.
Siamo chiamati poi a scegliere, a non vivere di continue esperienze, anche belle, che non raggiungano la decisione, la scelta definitiva, tra continue incertezze e ripensamenti, che rischiano di renderci tristi come il giovane del vangelo che non ha il coraggio di scegliere, ma solo di ubbidire, di fare e ripetere alcune cose, di obbedire ad alcuni comandi e leggi morali. “Ognuno di noi – scrive papa Francesco - può scoprire la propria vocazione solo attraverso il discernimento spirituale, un «processo con cui la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita» (Sinodo dei Vescovi, XV Assemblea Generale Ordinaria, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, II, 2)”. La vocazione è frutto di maturità e libertà.
Vivere.
La vocazione cristiana non è frutto di intellettualismi o di doveri da compiere, rischieremmo di cadere nei due pericoli pelagiani e gnostici che il Papa sta continuamente ricordando. La vocazione chiede di sbocciare dalla vita, dalla testimonianza della nostra Chiesa. Dove c’è vitalità cristiana – scrive papa Francesco nell’Evangelii Gaudium – sorgono vocazioni: “dove c’è vita, fervore, voglia di portare Cristo agli altri sorgono vocazioni genuine. Persino in parrocchie dove i sacerdoti non sono molto impegnati e gioiosi, è la vita fraterna e fervorosa della comunità che risveglia il desiderio di consacrarsi interamente a Dio e all’evangelizzazione… Non si possono riempire i seminari sulla base di qualunque tipo di motivazione, tanto meno se queste sono legate ad insicurezza affettiva, a ricerca di forme di potere, gloria umana o benessere economico” (E.G. 107).
Preghiamo il Signore stasera, insieme, perché ci prenda per mano e ci insegni ad ascoltare, discernere e vivere la vocazione cristiana. La nostra vocazione cristiana, perché a partire dal nostro ascolto, dalle nostre scelte, dal nostro stile di vita i giovani possano sentire ancora le parole di Gesù: vieni e seguimi. Ricorda nel Messaggio per le vocazioni papa Francesco: “ciascuno di noi è chiamato – alla vita laicale nel matrimonio, a quella sacerdotale nel ministero ordinato, o a quella di speciale consacrazione – per diventare testimone del Signore, qui e ora”.
Maria, “donna del sì”, “che ha ascoltato, accolto e vissuto la Parola di Dio fatta carne, ci custodisca e ci accompagni sempre nel nostro cammino”.