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VEGLIA PASQUALE: OMELIA DELL'ARCIVESCOVO

Cattedrale di Ferrara

31/03/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

“Non abbiate paura. Gesù il Nazareno, crocifisso, è risorto”. E’ questo l’annuncio pasquale a Maria di Magdala, a Maria, Madre di Giacomo e a Salòme che ritorna ad essere pronunciato per noi, in questa veglia pasquale. Le parole che accompagnano la risurrezione nel Vangelo di Marco sono precedute dalla lunga Liturgia della Parola che caratterizza questa veglia, madre di tutte le veglie, ha preso per mano noi, come un giorno i discepoli di Emmaus nelle parole di Gesù, per aiutarci a capire come la risurrezione è parte di un disegno d’amore di Dio, della storia della salvezza. La pagina della Genesi ci ha ricordato che l’uomo è stato creato per la vita e non per la morte: “a immagine di Dio li creò, maschio e femmina li creò”. Anche Abramo, padre della fede, che genera con Sara un figlio e viene messo alla prova da Dio che chiede il sacrificio di Isacco, genererà anche un popolo benedetto da Dio. Dio, vicino al suo popolo, lo salva dalla mano degli egiziani per opera di Mosè: ancora una volta la libertà e la vita segna la storia del popolo di Israele. Affetto, pace e misericordia sono le parole con cui il profeta Isaia indica la relazione di Dio verso il suo popolo. E sempre il profeta Isaia invita Israele a cercare il Signore, perché la parola del Signore dona vita all’uomo come la pioggia e la neve fecondano la terra e fanno germogliare il seme. Baruc ricorda che le parole del Signore, soprattutto le 10 parole, i comandamenti sono per la vita del popolo. Ezechiele ricorda come Dio vuole la vita del suo popolo, che prende da ogni nazione, aspergendolo e purificandolo, regalando un cuore e uno spirito nuovo. Paolo ricorda ai Romani questa storia di amore e di grazia, di vita in Dio, per Gesù Cristo. In Gesù risorto abbiamo la pienezza della vita e la morte non ha più potere su di noi. Per questo il giovane che accoglie le donne al sepolcro, dice: “Non abbiate paura”. Tutta la storia della salvezza, che è “storia d’amore”, ricordava Antonio Rosmini, prepara la vittoria della vita sulla morte, della gioia e della pace, sulla paura. E’ vinta in Gesù la solitudine dell’uomo, la sua sfiducia, la sua incertezza. Nel risorto è chiaro il destino dell’uomo: la risurrezione, la vita. Come per Gesù. Nel Battesimo, le cui promesse ripetiamo in questa celebrazione, abbiamo ricevuto la vita di grazia e vinto il male. Da allora il Signore ci ha ripetuto l’annuncio pasquale di oggi: Non abbiate paura.
Non abbiate paura, perché nonostante la malvagità dell’uomo, Dio guida la storia al bene.
Non abbiate paura, perché anche se dimentichiamo il Signore, ritorniamo al peccato, se ci affidiamo a Dio Lui ci perdona, come ha perdonato Pietro, trasformandolo nel primo tra gli apostoli.
Non abbiate paura, siamo diventati figli di Dio, e se anche una madre dimenticasse e abbandonasse suo figlio, Dio non dimentica e abbandona i suoi figli.
Non abbiate paura. Lo ripeto soprattutto ai malati, alle persone sole, a chi ha perso il lavoro e i risparmi di una vita, ha chi ha subito violenze, a chi si è separato: per loro la paura è naturale, ma la nostra fraternità e amicizia, la prossimità a Pasqua può dare speranza, vita.
Buona Pasqua. Nella gioia e nella pace del Signore che vince ogni paura.