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MESSAGGIO PER LA SANTA PASQUA 2018

31/03/2018

Viventi per Dio, in Cristo Gesù (Rm 6,11)

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Buona Pasqua. E’ la prima Pasqua che celebro con voi, cari fedeli e amici dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, allo scadere quasi di un anno dall’ordinazione episcopale e dall’ingresso in Diocesi. Pasqua è vita: i cristiani sono “viventi per Dio, in Cristo Gesù” (Rm 6,11) ci ricorda l’apostolo Paolo. Pasqua è uno scambio di vita, tra Dio e l’uomo. Pasqua rinnova la vita. I quadri e i toni, le parole e le offese alla vita che la Via Crucis ci ha drammaticamente ricordato, il Venerdì santo, non riescono a spegnere la vita, anche se ci hanno ricordato passaggi che si ripetono nella vita. Ne abbiamo avuto consapevolezza in questi giorni: con la morte di donne e bambini in Paesi in guerra, con un marito che uccide la moglie, un fidanzato una fidanzata, con chi entra in un supermercato o in una scuola e in una chiesa e uccide. Con un assurdo e un’ingenuità che si ripetono: anziché invitare a rimettere la spada nel fodero, continua la corsa agli armamenti; continua la volontà di diffondere le armi nelle nostre famiglie, come strumento di sicurezza. A Pasqua le contraddizioni della nostra storia vengono vinte: “Non abbiate paura!” annuncia l'angelo alle donne giunte al sepolcro. Papa Francesco lo ripete nell’esortazione Evangelii Gaudium: “Non fuggiamo dalla risurrezione di Gesù, non diamoci mai per vinti, accada quel che accada. Nulla possa più della sua vita che ci spinge in avanti!” (E.G. 4). La Pasqua vince la paura: perché Dio è tra noi, Figlio di Dio e dell’Uomo, perché è Lui che guida la storia, perché il bene vince sul male, perché la disperazione è vinta dalla speranza. Ne abbiamo avuto due segni: una donna migrante nigeriana che, respinta al confine tra Francia e Italia, sfinita ha perso la vita dando alla luce un bambino Israel; un poliziotto francese, figlio di emigranti italiani, durante un attentato terroristico, accetta di prendere il posto di una delle donne sequestrate e viene ucciso. Due dei tanti segni di vita, di amore che ogni giorno regala ai nostri occhi il Signore: per non avere paura. E tanti segni di vita e di speranza, segni pasquali ho incontrato nella nostra Arcidiocesi, visitando 112 delle 169 parrocchie e 118 dei 160 presbiteri e consacrati. Anche in comunità sempre più segnate da mancanza di lavoro, da denatalità, da anziani soli, da scuola, sportelli bancari ed esercizi commerciali ormai chiusi, da aziende e abitazioni abbandonate, da chiese ancora inagibili per il terremoto, ho incontrato persone e luoghi di vita, di prossimità, di cura, di fede e di speranza. La Pasqua ci aiuta a ricordare e a ripartire da questi segni di vita e di amore, di fede e di speranza. Buona Pasqua.