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OMELIA S.E. MONS. GIAN CARLO PEREGO - IV Domenica di Quaresima 2018

S. Messa con il MASCI regionale

11/03/2018

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle,
viviamo una nuova tappa del nostro cammino quaresimale. La Pasqua è sempre più vicina e anche la Parola di Dio sembra, in diversi modi, farci intravvedere la gioia pasquale. La prima lettura ci ricorda, attraverso la figura di Ciro, re di Persia, come il Dio di Abramo guidi la storia: tutto concorre a rendere lode a Dio, a ricostruire il suo tempio contaminato dalle infedeltà del popolo. “Il grande amore di Dio” e la sua misericordia – ricordati da Paolo alla comunità di Efeso – la grazia di Dio e le buone opere con cui il padre ci ha accompagnato e nelle quale camminiamo, ma soprattutto il dono del suo Figlio – come ricorda l’evangelista Giovanni - ci fanno rivivere e preparano la nostra risurrezione, la vita eterna. E’ bello questo contrasto tra tenebre e luce che Giovanni ci regala nella pagina evangelica per ricordarci con forza come le nostre opere non hanno alcun valore e non fanno che allontanarci da Dio se non sono state illuminate dalla grazia e dalla luce del Signore. La storia della salvezza ci accompagna quasi per mano a credere che Dio è amore, che Dio è buono, come ricorda ancora Giovanni nella prima delle sue lettere. Dio è quell’amore incomprensibile che accetta che Cristo suo Figlio si svesta della sua divinità nelle acque del Giordano, affinché l’uomo, attraverso il battesimo si rivestisse di immortalità, come ricorda Sant’Efrem il Siro.
Di fronte ad un mistero così grande dell’amore di Dio che entra sulle nostre strade, nelle nostre città, nelle nostre famiglie, nella nostra vita dobbiamo anzitutto purificare la nostra vita dalla paura di Dio, dall’immagine di un Dio che ci osserva continuamente, ci giudica, non ci rende liberi davvero. Dobbiamo liberarci dalle immagini che rendono il mondo e la storia non il luogo dell’azione di Dio amore, ma solo il luogo del male dell’uomo, paralizzati da un’immagine falsa di Dio che contamina gli uomini, rendendoci schiavi del magico, del satanico, che ci portano a credere a maghi e santoni e a spendere in Italia in un anno 8 miliardi di euro: una risorsa importante per la vita e la cura della nostra vita e delle nostre famiglie che viene sprecata da una fede e una vita cristiana indebolita dalla paura del male e non alimentata dalla ricerca del bene. Purtroppo questa deformazione dell’immagine di Dio non ci aiuta a prepararci e vivere la Pasqua, perchè crea cristiani che fanno tutto per paura del giudizio di Dio: cristiani che pregano per paura, compiono opere di carità per paura dell’inferno, della vita eterna Invece, cari fratelli e sorelle, Dio è tutt’altro: Dio è amore! E la Chiesa è il luogo, la casa dove s’incontra l’amore di Dio. “Essere Chiesa - scrive papa Francesco nell’Evangelii Gaudium - significa essere Popolo di Dio, in accordo con il grande progetto d’amore del Padre. Questo implica essere il fermento di Dio in mezzo all’umanità. Vuol dire annunciare e portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso si perde, che ha bisogno di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino. La Chiesa dev’essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo” (E.G.114).
E’ anche, cari amici del MASCI che oggi vivete a Ferrara un’importante Assemblea regionale, la vostra missione nel mondo dello Scoutismo, fondato su quattro pilastri – la formazione del carattere, l’abilità manuale, la salute e la forza fisica, il servizio al prossimo – e dove l’esperienza di fede e di vita cristiana, di comunità illuminano il carattere, le abilità, la salute e il servizio in una relazione nuova e continua con Dio Amore e ricco di misericordia e con il prossimo. Da questa illuminazione cristiana, da questo amore di Dio imparato da Cristo e condiviso, nascono nel mondo adulto del MASCI fraternità, amicizia, gratuità, condivisione, ottimismo, ascolto e silenzio, essenzialità: valori che caratterizzano la strada in ogni stagione della nostra vita. Siamo chiamati a fare strada nel nostro cuore, continuamente alimentati dal’Eucaristia, dall’ascolto della Parola e dalla preghiera, dalla relazione confidenziale con Maria, dall’impegno per il dialogo e la ricerca. Siamo chiamati a fare strada in famiglia, valorizzando la storia matrimoniale, la tutela della vita, il dono dei figli e l’educazione, l’accoglienza. Siamo chiamati a fare strada nel creato, riconoscendolo come un dono e non una proprietà – nella linea dell’enciclica Laudato si di papa Francesco – educando al rispetto del creato, riducendo sprechi e attraverso gesti e stili di vita che non manipolino l’uomo e il creato, ma lo custodiscano. Siamo chiamati a fare strada nella città, facendo delle comunità del MASCI comunità di servizio educativo, di formazione alla responsabilità sociale e politica,di educazione alla mondialità e alla cittadinanza universale, contro le tentazioni dell’individualismo, del localismo e del nazionalismo. L’amore, la misericordia, la gioia che anima la Pasqua a cui ci prepariamo possono diventare per la comunità adulta del MASCI come per ogni cristiano una risorsa continua di vita, di amore: che vince la paura e anima responsabilmente a scelte nuove nella Chiesa, nella famiglia, nel creato e nella città. La Pasqua che andiamo a vivere è carica di questa responsabilità e di questo amore che il Signore ci regala.