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Posa della prima pietra della nuova Chiesa di S. Giacomo all’Arginone

11/02/2018

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle,
è un bel giorno questo, per la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio. Qui, su questo grande argine, in questo angolo della nostra città si fa una grande festa, perché nasce tra le case una nuova casa, la casa in cui Dio abbraccia il suo popolo, dove uomini e donne nei prossimi anni continueranno o inizieranno un cammino di fede, di perdono, di carità, dove la sofferenza e la morte saranno vissuti insieme, dove la domenica vedrà nell’Eucaristia il pane di vita. Una casa non solo per le persone e le famiglie, i bambini e gli anziani, i giovani e gli adulti di questo quartiere, ma una casa per tutti, un luogo d’incontro, assembleare anche per occasioni di preghiera, di musica e di arte, di testimonianza per i fedeli della nostra città. Oggi si realizza un sogno che sembrava troppo lungo nei tempi, troppo costoso, con tanti problemi, permessi sempre rimandati. Oggi si costruisce una casa sull’argine che è la casa sulla roccia ricordata dal Vangelo, che non poggia le sue fondamenta sulla sabbia. Inizia quasi un tempo di catecumenato, da oggi, per questa comunità, ma anche per tutta la nostra Chiesa, perché inizia un tempo per prepararsi a una nuova stagione di testimonianza della fede, che non solo edifica una comunità ancora più unita e fraterna, ma diventa segno, anima in una città. Il santo a cui è intitolata questa Chiesa, S. Giacomo, è un apostolo. E’ un richiamo forte, questo titolo, questo patrono, a guardare alla comunità apostolica nella costruzione della nostra comunità cristiana, dove tutti “Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo” (At 2,42-47). L’apostolo S. Giacomo, poi, ci ha regalato una lettera che è diventata un testo fondamentale per la nostra fede. In essa S. Giacomo, che si dichiara “servo di Dio e del Signore Gesù Cristo” (Gc1,1), ci invita alla pazienza e alla gioia. Pazienza e gioia sono due doni che vorremmo che all’Arginone fossero testimoniati grazie anche a questo nuovo luogo sacro. Anzitutto la pazienza dell’ascolto della Parola, come ci invita a fare S. Giacomo: “Sia ognuno di voi pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira….Accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori” (Gc 1,19-22). E poi questa chiesa desideriamo che sia il segno dell’Evangelii gaudium, della gioia del Vangelo. La gioia sia di casa in questa casa di Dio, diventando un luogo di festa, di accoglienza, di attenzione ai poveri, evitando – come ricorda l’apostolo Giacomo -, i favoritismi, costruendo incontro e testimonianze gioiose, non dimenticando l’esortazione finale della lettera di S. Giacomo: “Chi tra voi è nel dolore preghi; chi è nella gioia salmeggi. Chi è malato chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui; confessate i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri” (Gc 5, 13-16).
Cari fratelli e sorelle, questa celebrazione della posa della prima pietra della nuova Chiesa cade nel giorno della memoria delle apparizioni della Madonna a Lourdes. L’Immacolata Concezione, Madre della pace, accompagni il tempo dell’attesa, perché questa nuova casa del popolo di Dio sia un segno concreto della “bellezza della fede”, che costruisce la nostra vita.