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NATALE MESSA DELLA NOTTE: OMELIA DI S.E. MONS. GIAN CARLO PEREGO

Cattedrale di Ferrara

25/12/2017

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

E’ la notte di Natale, la prima che vivo da Vescovo e con voi, cari fratelli e sorelle. Ancora una volta questa notte santa ci regala un figlio, il Figlio di Dio. E’ la notte della vita e per questo della gioia, della speranza. Nonostante le nebbie, forse più intense nel nostro cuore che non nella pianura che ci sta intorno, Dio non si stanca di fare il dono di un bambino che, se accolto, ricorda il profeta Isaia, diventerà ‘per noi’ consigliere, padre, principe che ci guiderà a un nuovo stile di vita dove il bene comune, la pace e la giustizia saranno al centro. Natale è il giorno della grazia, della salvezza di Dio Padre, che nel suo Figlio incarnato irrompe nella storia e trasforma ogni cosa, le rigenera, come in una nuova creazione. In questo senso, il Natale e il Battesimo si richiamano, come ci insegna il padre della Chiesa San Leone Magno, perché la nascita di Gesù rende ragione della nostra rinascita nel Battesimo: come figli, come uomini nuovi, come uomini della pace.
Il racconto di Luca inserisce la nascita di Gesù dentro la storia universale – il richiamo al censimento imperiale, all’imperatore Cesare Augusto, al governatore della Siria Quirino – ma senza perdere i particolari della vita quotidiana, semplice e povera: un viaggio, una casa, un bambino in fasce deposto in una mangiatoia, dei pastori, la categoria più bassa d’allora. Il “Salvatore, Messia e Signore” viene nella quotidianità, in un particolare angolo dell’Impero, tra Nazareth e Betlemme, in una famiglia nuova, con Giuseppe e Maria, ma la sua venuta è per il mondo. In Cristo che nasce, Dio entra nella storia – come dicono la presenza degli angeli, il canto del gloria, la luce nella notte - e il tempo acquista un senso diverso, la nostra vita ha un riferimento nuovo.
Gesù che nasce ha una città, una casa, una famiglia che lo collega alla discendenza di Davide. Ogni vita che nasce ha bisogno di una città. Senza una città, che è comunità, che è ricchezza di competenze diverse, di luoghi di incontro e confronto, di preghiera e di silenzio, di studio e di gioco, di beni comuni e personali: senza una città una persona non nasce e non cresce. Senza città non c’è Natale. Ogni vita ha bisogno di una casa: la città è un insieme di case e la parrocchia come il comune o l’ospedale sono anch’esse case tra le case. La casa è il luogo dell’intimità, della gioia e della sofferenza, della prossimità e della cura, della quotidianità, della sicurezza. Senza casa non c’è Natale. Ogni vita che nasce chiede una famiglia. La famiglia è il luogo degli affetti, della cura e dell’accompagnamento gratuito, della crescita e dell’educazione, della gioia e del dolore. Ogni famiglia ha un padre e una madre.
Il Natale impegna costruire una città per noi e per tutti: il Natale non tollera esclusioni, ma impegna a includere, non lascia fuori dalle porte nessuno, soprattutto chi nasce in città.
Il Natale impegna a dare a tutti una casa, soprattutto per far nascere nuove vite che danno futuro alla città. Senza casa non si vive in città non si è cittadini. Senza casa una vita fatica a nascere.
Il Natale impegna a costruire famiglia, a sostenere una famiglia divisa, una famiglia che ha perso un padre e una madre: senza famiglia una casa è un luogo qualunque. Senza famiglia non si nasce. “Il Figlio di Dio, nella sua Incarnazione – scrive papa Francesco nell’Evangelii Gaudium – ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza” (E.G.88).
Il Dio con noi ci aiuti a rigenerarci, a rinnovare il nostro Battesimo, a cambiare il nostro cuore, abbandonando il peccato dell’individualismo, dell’egoismo della prepotenza – a Natale rappresentato da Erode – per accogliere come Maria e Giuseppe, i pastori il dono di una vita con cui condividere tutto. Il Natale ci apra all’accoglienza, alla fraternità, alla pace e al dialogo che sono i regali più belli di cui ha bisogno la nostra città, la nostra Chiesa, la nostra famiglia. Buon Natale. Auguri.