NEWS

“Nel Santo Natale impariamo la prossimità al fratello e l'unicità di ognuno": S. Messa in carcere per Mons. Gian Carlo Perego

23/12/2017

Lo scorso 6 giugno la visita al carcere cittadino rappresentò per Mons. Gian Carlo Perego la sua prima uscita ufficiale dopo l’ingresso nella nostra Arcidiocesi come nuovo Pastore. Oggi, sabato 23 dicembre, Mons. Perego è ritornato fra le mura della Casa Circondariale di via Arginone per celebrare la Santa Messa di Natale.
Presenti un centinaio di detenuti, il 79enne cappellano Mons. Antonio Bentivoglio – che ha colto l’occasione per lasciare ufficialmente il ruolo di cappellano nell’istituto penitenziario, carica che ha ricoperto dal 1994 -, la Comandante di reparto Annalisa Gadaleta, diversi volontari e catechisti e la Garante dei detenuti di Ferrara Stefania Carnevale.
Alle ore 10 l’Arcivescovo ha celebrato la Santa Messa, accompagnata dai canti della corale di Poggio Renatico, nella sala polivalente della struttura detentiva insieme a don Giacomo Granzotto, Mons. Bentivoglio, don Paolo Cavallari, parroco di Mizzana e don Emanuele Lonardi, Vicario della parrocchia di Santa Maria in Vado, che al termine della liturgia ha donato a ogni detenuto presente un piccolo biglietto di auguri, tutti pensieri realizzati dai suoi parrocchiani.
Nel saluto iniziale, Mons. Perego ha sottolineato come in occasione del Santo Natale “i desideri, i sentimenti e i ricordi assumono un significato particolare”. Ispirandosi al Vangelo del giorno (Lc 1,57-66), nel quale si narra la nascita, circoncisione e assegnazione del nome a Giovanni Battista, l’Arcivescovo ha spiegato come “è importante a Natale scoprire il valore di ogni persona”, in quanto “ognuno è amato da Dio per quello che è, il Signore guarda a ognuno per la propria storia. E così – ha proseguito – il nome dice dell’unicità di ognuno”. Come il Battista deve preparare la venuta di Gesù, così “ciascuno di noi ha un compito speciale che deve scoprire, una vocazione, un progetto particolare che il Signore ha su di lui”. Così il Natale deve farci scoprire “l’unicità di ogni figlio che nasce, di ogni fratello,” e di conseguenza dobbiamo cogliere come “Gesù costruisca storie di relazione, di prossimità, di attenzione all’altro: a Natale riscopriamo questa serenità di avere in mezzo a noi il Signore, che ci raggiunge ovunque, anche qui”.
Come accennato, la Santa Messa si è conclusa con il messaggio letto da Mons. Bentivoglio in cui ha voluto salutare e ringraziare il personale, i volontari e i suoi “fratelli ristretti”: “c’è un tempo per incontrarsi e uno per lasciarsi, c’è il tempo del benvenuto e quello dell’addio”, ha scandito Mons. Bentivoglio commuovendo tutti i presenti. “Le vostre vite – ha detto rivolto ai detenuti – hanno segnato anche la mia, rendendomi più sensibile alla sofferenza dei fratelli”.
Un “grazie” a Mons. Bentivoglio è stato rivolto dalla Comandante Gadaleta a nome del personale del carcere: “don Antonio – ha spiegato – è stato testimone della cristianità con gesti concreti e con parole dolci”. La mattinata si è conclusa con un rinfresco – offerto dai volontari e da tanti che hanno donato dolci e bibite – offerto ai presenti e a diversi detenuti.
Andrea Musacci