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OMELIA ARCIVESCOVO: 'Custodire una terra ospitale e accogliente’

Cattedrale di Ferrara. 67° Giornata del Ringraziamento

12/11/2017

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Celebriamo oggi la 67° Giornata del Ringraziamento. E’ il grazie degli agricoltori a Dio per i doni della terra. Un grazie che si rinnova anche quest’anno, perché nonostante anche la nostra terra sia stata colpita da alcune calamità naturali, i raccolti e i frutti sono stati copiosi.
Lodiamo oggi la Sapienza di Dio – come ha richiamato la prima lettura che abbiamo ascoltato - che ha ordinato la terra alla vita dell’uomo, lasciandolo custode e “chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni”. Ogni progetto dell’uomo sulla terra, a sua tutela, è degno della Sapienza di Dio.
“La terra – ha scritto Papa Francesco nell’enciclica Laudato si' – è una realtà da custodire” e questo ci obbliga a “programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata” (L.S. 164). Si tratta di agire con responsabilità, per produzioni a basso impatto e non intensive, attente alla biodiversità, privilegiando i prodotti tipici e senza modificazioni genetiche (OGM). Si tratta anche di promuovere colture e allevamenti sostenibili, nel rispetto dell’ambiente. Non possiamo rischiare che la terra, nostra casa, non sia custodita per “trasformarsi sempre più - ricorda Papa Francesco nella Laudato si' guardando ad alcune zone del pianeta - in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. - continua Papa Francesco - Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone” (L.S. 21), conclude Papa Francesco.
Abbiamo ricevuto in dono tra Ferrara e Comacchio una terra che, grazie alla preghiera e al lavoro, alle bonifiche, a sistemi intelligenti di irrigazione, è diventata un grande patrimonio di bellezze naturalistiche e storico-paesaggistiche, di colture, di alimentazione che costituisce una risorsa per il nostro futuro. E’ un tesoro che non dobbiamo rovinare o disperdere, depredare e consumare, ma custodire perché possa essere una ricchezza per chi viene dopo di noi. Questo chiede impegno, responsabilità e condivisione.
I Vescovi italiani, nel Messaggio di quest’anno per la Giornata del Ringraziamento, guardando alla nostra “cara terra” e al creato, fermano l’attenzione su due parole: ospitalità e accoglienza. Tra le nostre terre nei secoli è cresciuta l’ospitalità e l’accoglienza: nei monasteri, negli ospizi, negli ostelli. Oggi l’ospitalità e l’accoglienza può essere favorita da agriturismi dalla vendita diretta dei prodotti che costruiscono relazioni, incontro, conoscenza reciproca proprio a partire dalla terra, dal cibo, dall’acqua. Forse ripensare la terra non solo come strumento di lavoro e di produzione, come strumento di ricchezza personale e familiare, aziendale o per moltiplicare i consumi, ma anche come luogo di relazioni nuove, favorisce una cultura della vita.
Pensare e amare la terra non solo in maniera strumentale significa guardare al futuro, regalare al futuro una terra più ricca. Questo richiede oltre che responsabilità anche vigilanza. Sembra ricordarcelo il Vangelo di oggi anche nella parabola delle dieci vergini, di cui solo cinque, guardando al futuro e non solo consumando l’olio delle loro lampade, sanno accogliere e incontrare il Signore.
Cari lavoratori della terra,
questa Giornata che ritorna ogni anno, ci aiuti a maturare una coscienza retta nel lavoro della terra, a tutela di tutti, della dignità di ogni persona, che sappia promuovere imprese di persone, familiari, con forme nuove di economia civile e cooperativistica, di agricoltura sociale che non guardino solo alla produzione, ma anche al lavoro di cui soprattutto i giovani hanno bisogno. Alla Settimana sociale dei cattolici italiani, da poco conclusa a Cagliari, abbiamo potuto conoscere 400 nuove imprese con queste caratteristiche familiari, cooperativistiche anche nel mondo agricolo, che aiutino i giovani in un lavoro libero, creativo, responsabile e partecipativo. Mi auguro che anche la nostra terra trovi sempre più la forza di trovare lavoratori e imprenditori agricoli che sappiano coniugare tutela dei lavoratori e ambiente, ricchezza e partecipazione. E’ un cammino in cui tutti siamo coinvolti, per il bene della nostra terra.