NEWS

OMELIA PROFESSIONE SOLENNE DI SR. ANNA DELLA MADRE DI DIO

Monastero di S. Teresa Trasverberata - Ferrara

15/10/2017

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Anzitutto un paterno saluto e abbraccio a te, Suor Anna della Madre di Dio. Devo confessarti che oggi sono particolarmente emozionato, perché è la prima volta che partecipo a una solenne professione di una claustrale. E sono contento che sia una figlia della famiglia del Carmelo a darmi questa emozione e questa gioia. Per questo sento anzitutto rivolte a me le parole del profeta Sofonia: “Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia Israele, esulta e acclama con tutto il cuore”. Una gioia che sento non solo mia, ma di tutta la Chiesa di Ferrara-Comacchio che lo Spirito del Signore mi ha chiamato a servire e guidare. Saluto anche la Madre, il Padre Antonio e tutte le consorelle di questo Carmelo, unitamente a tutte le persone a te familiari e amiche. Oggi qui al Carmelo ho l’impressione di essere come un discepolo tra quelli che erano con Gesù sul Tabor e anche a me viene da dire “E’ bello stare qui”. Lo so che il Tabor non può sostituire il Golgota, la Croce, ma il Tabor rende la Croce un dono e i Crocifissi testimoni d’amore.
Oggi tu, Suor Anna, ci stai dando una testimonianza d’amore. Hai accolto l’invito di Giovanni Paolo II, il Santo Papa della tua terra, nel 2000, a non avere paura e con coraggio hai scelto “l’incontro personale con l’amore di Gesù che ci salva” (E.G.264), che Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, ricorda essere una delle motivazioni “per un rinnovato impulso missionario, per evangelizzare”. Sottolinea Papa Francesco: “Che dolce è stare davanti a un crocifisso, o in ginocchio davanti al Santissimo, e semplicemente essere davanti ai suoi occhi! Quanto bene ci fa lasciare che Egli torni a toccare la nostra esistenza e ci lanci a comunicare la sua nuova vita!” E continua Papa Francesco: “la migliore motivazione per decidersi di comunicare il Vangelo è contemplarlo con amore, è sostare sulle sue pagine e leggerlo con il cuore. Se lo accostiamo in questo modo, la sua bellezza ci stupisce, torna ogni volta ad affascinarci. Perciò – conclude il papa è urgente recuperare uno spirito contemplativo” (E.G. 264). Il Carmelo è il luogo in cui continuerai, per sempre, a contemplare con amore il Vangelo. Il Vangelo non è un libro è una storia, “una storia d’amore” diceva il filosofo Antonio Rosmini e ha ripetuto papa Francesco nei giorni scorsi.
Il Vangelo è la storia della Parola di Dio e che da Dio è arrivata fino a noi – ci ha ricordato la pagina evangelica che abbiamo ascoltato. La Parola di Dio è luce, ci aiuta a conoscere; è vita, ci genera come figli. Noi siamo chiamati a contemplare la Parola che è venuta ad abitare in mezzo a noi – ci ricorda Giovanni – come figli nel Figlio. Paolo, parlando agli Efesini ritorna su questa volontà di Dio in Gesù Cristo di trovare casa tra gli uomini. Ma la sua casa non è di pietra, ma è il cuore libero di ogni uomo, amante della carità. Anche tu, suor Anna, sei chiamata ad essere una ‘portatrice dell’amore di Cristo’, la cui altezza, lunghezza, ampiezza e profondità supera ogni nostra conoscenza, ma ci avvolge e ci aiuta a leggere, a discernere nelle piccole cose del quotidiano. La famiglia del Carmelo, per usare le parole di Papa Francesco sempre nell’Evangelii Gaudium, che riporta anche in nota un episodio della vita di Santa Teresa di Lisieux, è “un abbraccio con Gesù Crocifisso … senza stancarci mai di scegliere la fraternità” (E.G. 91). Come ha saputo fare Maria, madre di Dio e Madre nostra.
Con gioia lodiamo con te il Signore. E, con le parole del salmo, ripetiamo “Su di te sia pace”.