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LA SCELTA PREFERENZIALE PER I POVERI

Omelia S. Messa per i 60 anni Associazione IBO

07/10/2017

+ S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Celebrando i 60 anni dell’Associazione IBO, ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, imparando da Maria, che oggi ricordiamo con il titolo di Madonna del Rosario.
Al centro del brano della prima lettura c’è la città di Gerusalemme, con il suo dolore per l’esilio, ma anche per il tradimento del suo popolo. E il profeta Baruc invita il popolo di Israele a rientrare in se stesso, ritornare a cercare Dio, sapendo che in lui si ritrova la gioia. Nel cammino di ogni uomo, come di ogni associazione c’è il tempo in cui si ritorna in se stessi, si fa verifica per continuare a camminare con nuove motivazioni. Ogni anniversario, come i 60 anni della vita di IBO, costituiscono un momento importante per rafforzare il ‘carisma’, il dono che è cresciuto nelle nostre mani. E questa verifica non è motivo solo di preoccupazione, ma anche di gioia, vedendo come le relazioni con Dio e il prossimo hanno trovato forme originali per nascere e radicarsi.
La gioia caratterizza anche il brano evangelico di Luca. Una gioia perché i settantadue discepoli con il loro annuncio e la loro opera portano salute, serenità, tenerezza. Una gioia che nasce da una relazione familiare tra il Padre e il Figlio, che guardano non ai dotti e ai sapienti, ma ai semplici, ai più piccoli.
Papa Francesco ci ha invitati, nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium ad essere portatori della gioia del Vangelo, con generosità e coraggio, due qualità che caratterizzano il mondo del volontariato in Italia e all’estero che IBO in questi anni ha promosso e curato, diventandone uno dei protagonisti dalla prima ora nella storia del volontariato italiano e internazionale. Come volontari nella Chiesa non si può non raccogliere la scelta preferenziale dei poveri, che caratterizza la vita della Chiesa dal Concilio ad oggi, ribadita da papa Francesco: “Per la Chiesa l’opzione preferenziale per i poveri è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica… Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere gli “stessi sentimenti di Gesù” (Fil 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri intesa come “una forma speciale di primazia nell’esercizio della carità cristiana, della quale dà testimonianza tutta la tradizione della Chiesa… Per questo desidero una Chiesa povera con i poveri” (E.G.198). Nella nostra Chiesa, nella nostre città IBO ha aiutato non solo a non dimenticare le persone e i popoli poveri, ma li ha aiutati a non pensare la pastorale e la politica senza guardare preferenzialmente a loro. Anche i giovani che hanno incontrato IBO in questi 60 anni, aderendo ai campi e alle proposte educative, hanno potuto essere educati e imparare dai poveri, “ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro” (E.G. 198). “Il nostro impegno – continua il Papa –...non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso“. E conclude il Papa: “Senza l’opzione preferenziale per i più poveri, l’annuncio del Vangelo, che pur è la prima carità, rischia di essere incompreso o di affogare in quel mare di parole a cui l’odierna società della comunicazione quotidianamente ci espone” (E.G. 199). Cari amici di IBO, dopo 60 anni rinnovare nella scelta del volontariato l’opzione preferenziale per i poveri significa aiutare a pensare e costruire un mondo certamente senza esclusi, sfruttati, a povertà zero, ma soprattutto pensare e costruire un mondo a partire dai più poveri: “amare di più chi ha bisogno di essere amato di più – come scriveva don Primo Mazzolari – e non lasciar fuori questi o quelli dal nostro amore”. L’esperienza cristiana per camminare chiede fatti non parole. Ringraziamo il Signore, in questa Eucaristia, per il cammino di 60 anni, mentre gli chiediamo di continuare ad accompagnarci. La visita di Maria ad Elisabetta, per tre mesi, in questo giorno dedicato alla Madonna del Rosario, illumini lo stile del nostro cammino.