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RIFLESSIONE DELL'ARCIVESCOVO S. E. MONS. GIAN CARLO PEREGO A CONCLUSIONE DEL ROSARIO ALLA MADONNA DELLE GRAZIE

05/10/2017

Questa sera abbiamo rinnovato con il gesto comunitario della preghiera del Rosario, la preghiera mariana per eccellenza del popolo di Dio, la nostra devozione a Maria, invocata come Madonna delle grazie.
Nel primo Mistero Gaudioso abbiamo contemplato l’incontro tra Maria e la cugina Elisabetta. Un incontro raccontato dall’Evangelista Luca (1,6 – 28). Nell’incontro Elisabetta indica Maria come “piena di Grazia” (Lc. 1,28).
E’ da questo titolo evangelico che si diffonde per la Vergine e Madre Maria il titolo di “Madonna delle Grazie”. Il titolo indica come “la Vergine è totalmente sotto l’influsso dell’iniziativa di Dio e vi rimane, ricolma di una misericordia attiva, totalmente gratuita” (B. Forte). Mentre in Zaccaria ed Elisabetta troviamo la religiosità ebraica, nella Madre di Gesù risplende l’iniziativa gratuita e potente di Dio Padre.
“Maria è il terreno dell’avvento della pura Grazia” – ha scritto Bruno Forte - che la rende libera di donarsi e di donare.
Maria, ricolma, piena di grazia, diventa a sua volta Madre delle Grazie. E questa nostra nostra Cattedrale di Ferrara è uno dei luoghi più belli in cui i fedeli hanno sperimentato e continuano a sperimentare un fiume di grazie, un mondo di tenerezza che Maria continua a regalare come Madre della Chiesa.
Come ricolma e piena di grazia Maria diventa capace di carità verso la cugina Elisabetta, anche noi pieni della Grazia che riceviamo nei sacramenti siamo chiamati ad essere i testimoni della carità, nelle circostanze attuali della vita.
Papa Francesco, a conclusione dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium ci invita a pregarla così:
“Tu, ricolma della presenza di Cristo, ha portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce,
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.
Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
Per portare a tutti il Vangelo della vita
Che vince la morte “.

Che il Signore, per intercessione di Maria Madre delle Grazie, ci renda capaci e animati della stessa carità.