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LETTERA AL DIRETTORE

Sulle osservazioni dei consiglieri di Forza Italia apparse su “il Resto del Carlino” del 30 settembre 2017

01/10/2017

Egregio Direttore,
mi permetto di rispondere ai consiglieri di Forza Italia, in riferimento al mio intervento nell’incontro Costituzione e migrazione.
Cari consiglieri di Forza Italia, rispondo alla vostra lettera per aiutarvi a capire il mio breve intervento alla bella iniziativa Costituzione e migrazione, visto che le vostre considerazioni mi sembra nascano più dalla lettura di un articolo di cronaca che dalla presenza alla manifestazione. La Costituzione agli articoli 10 e 35, bene illustrati durante l’incontro, ricorda come sia tutelato il diritto di migrare per ragioni economiche e il diritto di migrare per chi è in fuga perché rifugiato da guerre e perseguitato politico o religioso. Dalla Costituzione ad oggi questi diritti sono stati tutelati e favoriti nel nostro Paese a partire dalla nostra storia di migranti economici – e ho fatto l’esempio di 5 milioni di italiani che dal 1956 al 2006 sono andati in Germania a lavorare , di cui poi 4 milioni e mezzo sono tornati dopo che l’economia italiana si è risollevata, grazie anche alle loro rimesse – e dalla nostra storia di profughi e rifugiati durante la prima e la seconda guerra mondiale. Da qui ho ricordato che oggi sono 254 milioni i migranti economici, di cui 5 milioni di immigrati in Italia e 4 milioni e 800 mila emigranti italiani. Al tempo stesso ho ricordato che in Italia negli ultimi 4 anni sono sbarcati 600.000 persone di 68 Paesi del mondo che sono in fuga da 33 guerre in atto (8 milioni lo scorso anno), da disastri ambientali (22 milioni lo scorso anno), da persecuzioni politiche e religiose in atto in 59 Paesi del mondo dove vivono 250 milioni di persone, vittime di tratta (12 milioni), di attentati terroristici che hanno fatto 150.000 morti soprattutto in Nigeria (oltre 30.000), in Somalia, in Pakistan. Per andare incontro alla tutela di chi è in fuga da guerra, violenza, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose, in Italia è cresciuta la cultura giuridica con nuovi istituti di tutela: oltre l’asilo, la protezione sussidiaria, la protezione umanitaria e la protezione sociale. Tra il 60% e il 40% degli sbarcati in questi 4 anni hanno ottenuto non solo l’asilo, ma anche la protezione sussidiaria, la protezione umanitaria e la protezione sociale. Mediamente il 70% dei ricorsi ai dinieghi delle Commissioni ha avuto un riconoscimento. Di queste 600.000 persone sbarcate oggi sono in Italia 196.000 persone, di cui 1333 persone nella provincia di Ferrara. Come si può vedere non stiamo accogliendo tutti i profughi e rifugiati¸ ma una piccola porzione di questo grande popolo in fuga. Papa Francesco, la Chiesa Italiana, anche con il progetto ‘Liberi di partire e liberi di restare’, sostenuto da Caritas, Migrantes e dall’Ufficio per gli aiuti CEI del Terzo mondo, grazie alla rete dei missionari e dei 12.000 operatori nei Paesi più poveri da anni costruisce progetti di sviluppo perché le persone possano avere il diritto, oggi negato in tanti Paesi di rimanere nella propria terra. Politiche di sviluppo e di cooperazione che sono state deboli anche nel nostro Paese negli ultimi 20 anni e di cui la politica solo ora, forse strumentalmente, inizia ad accorgersi. Una negazione del diritto di rimanere nella propria terra che, come ha ricordato Papa Francesco nel suo discorso all’ONU, dipende anche da politiche economiche che uccidono e rubano, della corsa agli armamenti, da scelte ambientali disastrose. Papa Francesco e la Chiesa in Italia, nella scia del Magistero sociale della Chiesa dalla Rerum Novarum ad oggi, hanno affermato più volte e in più occasioni la necessità di tutelare i due diritti: il diritto di migrare e quello di rimanere nella propria terra.
Mentre mi dichiaro disponibile ad un ulteriore confronto, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti
+ Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio