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MESSA PER IL PATRONO DEI GIORNALISTI

Il 23 febbraio, presso la parrocchia di S. Stefano, S.E. Mons. Luigi Negri ha celebrato la Festa di S. Francesco di Sales

24/02/2016

di Alberto Lazzarini
L’arcivescovo Luigi Negri ha accolto di buon grado l’invito di Ucsi (l’Unione cattolica della stampa) e l’Associazione Stampa Ferrara (da poco, finalmente, riattivatasi) di presiedere un incontro legato alla festa annuale di san Francesco di Sales patrono dei giornalisti. Non è una novità, tuttavia, visto che da anni il titolare della nostra diocesi accoglie i professionisti dell’informazione locale a palazzo arcivescovile e celebra con loro e per loro una messa. Quest’anno si è voluto invece festeggiare il patrono sottolineando un ulteriore importante evento: il recupero di una chiesa colpita dagli effetti nefasti del terremoto. Il rito è stato infatti celebrato nella chiesa di Santo Stefano il cui parroco è mons. Massimo Manservigi provicario episcopale, direttore del nostro giornale e, appunto, parroco di questa chiesa
Qualificata la presenza, alla festa, dei giornalisti provenienti anche da fuori Ferrara: dal responsabile regionale delle comunicazioni sociali il forlivese Alessandro Rondoni al presidente regionale dell’Ucsi Matteo Billi di Piacenza con il vice Gianfranco Leonardi; dal vicepresidente regionale dell’Ordine Emilio Bonavita al consigliere nazionale e presidente dell’Arga (i giornalisti dell’agroalimentare) Roberto Zalambani, tutti bolognesi; dal presidente Assostampa Riccardo Forni al dirigente Inpgi Paolo Facciotto.
L’occasione ha consentito a mons. Negri di parlare di informazione e responsabilità. Lo ha fatto anzitutto attraverso una profonda omelia, molto apprezzata, poi al termine della messa nelle sale parrocchiali rispondendo alle domande e ai saluti degli intervenuti.
Punto saliente dell’intervento dell’arcivescovo è stato l’invito a considerare la vita come “un grande servizio”. A maggior ragione quando si opera nel campo dell’informazione, che deve essere impastata di verità e responsabilità. Quindi dovrà essere sempre l’uomo al centro di ogni attenzione “nonostante che la società lo abbia sostanzialmente escluso, anzi voglia distruggerlo”. Di qui la necessità di “una battaglia forte” per “far vincere la verità sulla falsità, la luce sulle tenebre”. Anche per i giornalisti, quindi, “è il tempo della responsabilità e di cercare la verità in modo rigoroso per poi comunicarla a chi li circonda”. Un impegno secondo ragione, dunque, ma anche “di cuore” tanto da coinvolgere tutti coloro che sentono “una grande esigenza di verità”.
L’arcivescovo ha poi ribadito alcuni dei temi a lui più cari fra cui la necessità di “giudicare il mondo con gli occhi della fede”.
Al termine dell’incontro l’Ucsi gli ha fatto dono della tessera onoraria.
Alberto Lazzarini