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Il Cardinal Siri ai convegni di studio di Mons. Canovai

29/01/2016

Un rapporto di amicizia e grande stima legò il servo di Dio Mons. Canovai e il Cardinal Giuseppe Siri. I due furono infatti compagni di corso all’Università della Gregoriana e, anche dopo aver terminato gli studi, rimasero sempre in ottimi rapporti. Proprio nell’Università che vide nascere la loro amicizia, alcuni anni dopo la morte di Canovai, il Card. Siri avrebbe tenuto una splendida conferenza in commemorazione dell’amico scomparso.
In questo brano di cui vi proponiamo la lettura, sono riportate altre impressioni e commenti del Card. Siri raccolti da Mons. Domenico Mondrone in Suscipe Domine. Biografia e diario di Monsignore Giuseppe Canovai. Il contesto è quello dei corsi di studio che Canovai teneva a universitari e professionisti. L’amico Siri, presente a molte lezioni, narra con affetto e stima la profondità, la chiarezza ed il fascino che il il nostro apostolo degli universitari (così veniva chiamato Canovai) suscitava in chi lo ascoltava.
Apostolo-gioventu, convegni (di cultura cattolica ndr.) furono i centri che meglio rivelarono, in Italia prima e poi in Argentina, le ricche doti dell’intelligenza e dell’anima sacerdotale di Giuseppe Canovai. Per restringerci ai convegni tenuti in Italia, in particolare a quelli organizzati per professori e studenti universitari dalla Dott. Capelli, il Canovai vi andò oltre una trentina di volte, prendendovi sempre parte attivissima con lezioni ora di filosofia, ora di apologetica. Tutte le volte che gli riuscisse, egli non si negava mai, perché aveva trovato in essi il ministero veramente suo.
L’Ecc.mo Arcivescovo di Genova, Mons. Siri, che gli era stato compagno alla Gregoriana, riferendosi appunto a questi convegni scrive: «Lo rividi anni dopo a Villa Pagauiui di Gaione (Parma), per un corso a professionisti. Da allora sia a Villa Paganini, sia a Villa Maria di Campomorone, lavorammo molte volte insieme nei corsi degli studenti, dei professionisti e dei professori universitari. Egli svolgeva un programma di filosofia. Sentendolo e sentendo di lui i giudizi degli altri, mi ero fatta l’opinione -per quello che io conoscevo – che nessuno come Lui in campo nostro in Italia avesse la somma di doti per essere espositore e difensore della filosofia cattolica di fronte ai massimi esponenti delle correnti non cattoliche. Chiarezza fulgente, organicità limpida, potenza impressionante, calore commovente e cultura aggiornatissima erano le caratteristiche del suo insegnamento. Così creava in­ torno a sé un’atmosfera, che si accendeva di giorno in giorno; viveva la verità e la faceva vivere. Nei molti anni che mi occupai di quei corsi ebbi molti ed illustri colleghi; senza far torto a nessuno, mai ne trovai che raggiungessero la intensità di effetto di Mons. Canovai».
card-siri«Ad un certo punto, avvicinandolo, l’attenzione si spostava ad altro: si trovava che era un’anima grande. Per me questa parola dice tutto quello che io sento di lui. Cuore, generosità, effusione in semplicità di fanciullo; tutto diventava caldo e vibrante. Anima sensibilissima, che credo sentisse anche i più piccoli colpi; ma che era in grado di superarsi continuamente e di continuamente effondere. A me pareva che con Lui non si sarebbe riusciti ad aver contrasti. Quando parlava con me delle sue lezioni, rivelava il timore di non saper rispondere all’impegno e mi chiedeva, come un fanciullo a scuola, se andava bene. Era convinto di poter far male, il che misura la sua non ordinaria umiltà. Aveva una luce negli occhi. Dopo anni lo rivedo sempre. Allora mi pareva cosa ordinaria, perché lo vedevo sempre; però mi dava un senso di riposo e di gioia. Oggi comprendo bene che quella luce si accendeva di una soprannaturale luce e grazia interiore. Oggi penso sempre che questo buon amico mio mi aiuti molto dal cielo».
Da: D. Mondrone S.I., Suscipe Domine. Biografia e diario di Monsignore Giuseppe Canovai, Ed. La civiltà Cattolica, Roma 1949, pp. 205-206