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QUEL SECOLO XIX SPESSO MAL GIUDICATO

e il coraggio di Pio IX e i grandi Santi

08/12/2015

di D. Dino Rossato sdb
Qualcuno lo ha definito ”un secolo stupido”; qualche altro ha detto che fu per il cristianesimo”un’epoca di sonno spirituale e di degenerazione moralizzante”, da cui la Chiesa si sarebbe strappata a viva forza.
La realtà, come sempre, è molto più complessa.
Se da un lato la religiosità del tempo, soprattutto in Francia, era ancora venata di giansenismo e di moralismo,e se è vero che i credenti tendevano ad arroccarsi nella loro fede e a vivere “in difesa” , non si deve d’altra parte che la Chiesa di Francia subiva allora uno dei più violenti attacchi di tutta la sua storia.
Il laicismo mirava a “una dissacrazione radicale della vita e del mondo”. A questo scopo viene programmato lo scardinamento della Chiesa dalla compagine sociale; si afferma il potere invadente della Massoneria internazionale che si concepisce e opera come anti-Chiesa; si dispiega un’aggressività sistematica ed irridente contro ogni dogma e ogni precetto cattolico; si diffonde un’antireligiosità quotidiana che disgrega soprattutto le famiglie, si assiste all’avanzata sempre più decisa dell’ateismo militante. ( Cfr A. Maria Sicari, una Santa Famiglia. Teresa di Lisieux, Jaca Book,pag.13).
Organizzare il mondo senza Dio è la meta cui si tende verso la metà del secolo XIX, proprio mentre la “Scienza” sembra finalmente offrirsi come sostituto ad ogni possibile religione. I più gravi problemi del nostro secolo XX, fino ai nostri giorni, affondano lì le loro amare radici.
Tutto questo bisogna premettere prima di giudicare certi aspetti della vita religiosa del tempo, che a qualcuno oggi sembrano di “chiusura piccolo-borghese”, di evasione mistica”, come la vita stessa di Teresa di Lissieux e dei beati Zelia Guèrin e Luigi Martin, suoi genitori, una santa famiglia. E’ l’humus da cui nascono i santi del tempo che, grazie a Dio, non mancano; come D. Bosco e il suo sistema educativo, come l’intera azione pastorale e la spiritualità, non si presenta con la radicalità di altri moderni profeti dell’educazione. Egli non mira alla creazione dell’ uomo nuovo come intesero, in epoche e con visuali differenti, Rousseau e Makarenko. Ma non indulge neppure, con mentalità restauratrice, a un puro ritorno all’uomo antico, quello della tradizione cristiana e civile dell’ ancien régime.
Nell'anno 1854 Papa Pio IX ne dava solennemente conferma e affermava il dogma dell'Immacolata Concezione proprio in controtendenza laicista. Tentiamo di capirci meglio. Suona quasi una risposta, un perché questo dogma definito dal papa Pio IX a questa desacralizzazione della società.
E' un secolo il XIX attraversato in Europa dal diffondersi del pensiero positivista in cui si privilegiava l'esaltazione della ragione e una fiducia incondizionata nella scienza.
Si comprende che in questo tipo di filosofia non vi era spazio per la fede. E ancora: al positivismo si affiancava il materialismo marxista che esaltava nell'ordine sociale gli aspetti tecnologici ed economici.
Il fondamento della critica alla religione nel pensiero di Marx sta nel fatto che è l'uomo che si fa la religione e occorre combattere la religione che lega l'uomo ad una sorta di schiavitù.
Il contesto storico non ci serve a fare della erudizione, della cultura, un’analisi ma comprendere il panorama, il quadro, lo sfondo sociale e ateo in cui si definisce questa importante verità di fede: Immacolata Concezione
Con il dogma la Chiesa presenta una verità di fede incrollabile.
In un mondo caratterizzato da quello che i filosofi definiscono il pensiero debole, ovvero dove c'è il profondo ripensamento di tutte le nozioni che erano servite da fondamento alla civiltà occidentale in ogni campo della cultura, si affaccia un risveglio del senso religioso. Ma a causa di questi grandi temi sociali e filosofici del tempo, a detta dei filosofi sostenitori di questa visione, la Chiesa non è in grado di rispondere.
Invece la definizione del dogma in questo contesto ci dice che la Chiesa si vuole porre come baluardo sicuro nella tempesta della vita degli uomini che cercano Dio.
Pio IX con la Bolla Ineffabilis Deus con cui promulgò il dogma dell'Immacolata Concezione dice chiaramente che la Vergine con i suoi privilegi è l'antidoto a tutti gli errori e a tutte le eresie. Riaffermiamo la Nostra speranza in colei che ha sempre distrutto tutte le eresie, ha salvato i popoli fedeli da gravissimi mali di ogni genere, e ha liberato Noi stessi da tanti pericoli, che ci sovrastano. Noi confidiamo che ella voglia, con la sua validissima protezione, fare sì che la nostra santa madre, la Chiesa cattolica, superate tutte le difficoltà e sconfitti tutti gli errori, prosperi e fiorisca ogni giorno, e abbia pace, tranquillità e libertà completa...".
Tutto questo bisogna premettere prima di giudicare certi aspetti della vita religiosa del tempo, che a qualcuno oggi sembrano di “chiusura piccolo-borghese”, di evasione mistica”, come la vita stessa di Teresa di Lissieux e dei beati Zelia Guèrin e Luigi Martin, suoi genitori, una santa famiglia. E’ l’humus da cui nascono i santi del tempo che, grazie a Dio, non mancano; come D. Bosco e il suo sistema educativo, come l’intera azione pastorale e la spiritualità, non si presenta con la radicalità di altri moderni profeti dell’educazione. Egli non mira alla creazione dell’ uomo nuovo come intesero, in epoche e con visuali differenti, Rousseau e Makarenko. Ma non indulge neppure, con mentalità restauratrice, a un puro ritorno all’uomo antico, quello della tradizione cristiana e civile dell’ ancien régime.
Con le grandi figure di santi dell’’800, con il dogma dell'Immacolata la Chiesa ci invita a volgere lo sguardo su colei che ha sfidato ogni certezza per buttarsi nelle braccia di un disegno più grande di Lei.
Con Maria si è spezzato quel NO del tempo che da Adamo ed Eva l'uomo ha rivolto verso Dio.
Ogni volta che l'uomo ha girato le spalle a Dio si è fatto male. Guai se pensassimo a un Dio che castiga, ma dobbiamo comprendere che è l'uomo che si castiga da solo, allontanandosi dalla Chiesa, dai grandi valori, dalla tradizione cristiana, dalla sua dignità di figlio di Dio, ricevuta e magari abbandonata.