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LETTERA AL DIRETTORE

di Don Giorgio Lazzarato

03/10/2015

Era un po’ di tempo che tentavano di carpire informazioni, di costruire contrasti, di trovare la combinazione per strutturare un confronto scoppiettante. Hanno calato una firma nobile, un mastino di un quotidiano nazionale, un ricognitore che sa già cosa e come scrivere, prima di avere le risposte, perché tutto si nasconde nelle domande. Penso che ti Fabio Bergamini – primo cittadino di Bondeno- lo abbia visto di persona, io non l’ho incontrato, ma per gentilezza l’ho contattato sul cellulare al numero che aveva lasciato nell’Accoglienza nei due momenti di passaggio ho fatto una chiacchierata. Con quello che hai detto – e ti ringrazio per la tua stima dichiarata – e le mie esternazioni, ha redatto il suo intervento, la sua prolusione ripescando romanzi e nomi di altri tempi e un po’ obsoleti. Sappiamo entrambi che non possiamo risolvere il problema dell’immigrazione in Italia con le nostre soluzioni, ma persone sono, e io non posso trovare nessun altro espediente se non di accoglierne qualcuna n questo luogo ormai storico sul nostro territorio. C’è stato qualche picco nel numero, per qualche mese, attorno alle venti persone, ma come sempre inserite tre le altrettante accolte per motivi diversi dall’immigrazione. In questi ultimi dieci anni sono stato contattato spesso dalla Questura o dall’Arma dei carabinieri anche nelle ore notturne, per situazioni di gruppi consistenti, trovati in un camion o tra le nebbie lungo la Romea, spesso minori, appoggiati momentaneamente in attesa di essere foto segnalati. Vista l’emergenza di questo ultimo periodo, una mattina avevo incontrato Alan Fabbri alla stazione di Bondeno, chiedendo se qualche appartamento vuoto nei tre paesi dove sono parroco poteva essere destinato per questo motivo, pagando affitto e utenze. Il mio pensiero era quello di preparare la gente nei paesi e seguire da vicino l’inserimento: la risposta è stata gentile, veloce, ho capito chiaramente che non c’era spazio per replicare. Per questo motivo ho calibrato la cosa: ho trovato una palazzina che per una decina di mesi mi ha permesso di alleggerire il numero delle presenze nella struttura dell’Accoglienza a Salvatonica. Ora in questa casa a Bondeno, da settembre, abita una famiglia pakistana, meravigliosa per serietà e dignità: papà, mamma e nove figli, il marito della figlia più grande e un piccolino di tre mesi. Sono in Italia dal 1998, hanno cambiato abitazione venticinque volte e non appartengono ai flussi migratori degli ultimi tre o quattro anni. Alcuni figli sono inseriti nelle scuole e qualcuno cerca lavoro, chissà se leggendo queste righe qualche nostro cittadini abbia la possibilità di assumere: sono in regola. Nella struttura dell’Accoglienza a Salvatonica attualmente sono ospitati: quattro afgani di cui uno minore, due pakistani, di cui uno minore, un marocchino, un tunisino, cinque albanesi, di cui quattro minori, quattro rumeni, due senegalesi, di cui uno minore, un colombiano e dieci italiani. Quindi immigrati mescolati in una famiglia allargata: questa è una situazione sostenibile, se ci abiti di persona, dove ognuno si sente accolto e partecipa alla vita interna con il proprio aiuto nel gestire la quotidianità.
Don Giorgio Lazzarato