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ALLA CITTÀ E ALLA DIOCESI

Messaggio dell'Arcivescovo in merito ai recenti fatti di violenza commessi nel nostro territorio

04/10/2015

Carissimi,
esprimo ancora una volta - avendolo già fatto in varie occasioni - la mia profonda partecipazione al gravissimo disagio e sconcerto che la nostra società e il nostro popolo vivono in questo momento, e mi rivolgo con profondo affetto ai famigliari di Pierluigi Tartari che assicuro presente ogni giorno nelle mie preghiere alla Beata Vergine delle Grazie, patrona della nostra città.
Non avrei mai pensato, forse favorito dagli anni, che nel nostro contesto umano e sociale sarebbero accaduti avvenimenti di tale efferatezza e violenza che purtroppo, di recente, hanno colpito in tutti gli ambienti e in tutte le fasce di età: violenza vissuta senza nessuna istanza critica e senza rendersi conto di ciò che viene obiettivamente distrutto, violenza per ottenere qualsiasi cosa - dai soldi ad ogni tipo di bene - o come reazione istintiva e incontrollata per far tacere l’altro, inteso come avversario.
Ovviamente non si tratta affatto - dopo una prima reattività da cui neppure noi siamo immuni - di indicare responsabilità che coinvolgano possibili differenti etnie ma, considerando tutte le vicende delittuose di questi ultimi anni anche nel nostro Paese, mi sento di ribadire che siamo di fronte a fenomeni che stanno eccedendo le radici della nostra cultura e della nostra vita.
Indubbiamente, carissimi, le nuove situazioni sociali che si sono venute a creare in questi ultimi anni, per quanto grande sia stato lo sforzo delle istituzioni civili e della chiesa, rendono ancora molto difficile, da parte di tutti noi, affrontare il problema di questa violenza.
Senza scaricare la responsabilità meccanicamente su nessuno, dobbiamo pertanto fare insieme un lungo cammino di maturazione della coscienza, che consenta integrazioni sempre più profonde e a tutti i livelli, dentro questa società che non possiamo più concepire univocamente e che perciò deve accogliere ed accompagnare positivamente le diverse componenti che la costituiscono.
Come popolo cristiano, infine, rivolgiamo il nostro sguardo a Maria, Vergine delle Grazie: “In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate” (Divina Commedia canto 33) affinché ci doni la forza di perseguire insieme, con grande determinazione, un’azione educativa a tutti i livelli che assicuri un’identità chiara della nostra missione nell’anno della Misericordia, una vera impostazione morale e un rafforzamento della nostra capacità di intervento nella vita culturale e sociale.
Invito infine i responsabili di questo delitto ad assumersi le loro responsabilità, a convertirsi e ad affidarsi alla giustizia.

Nel benedirvi vi porto tutti nella mia preghiera
+ Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa