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“GIOVANNI GRILLO – DA MELISSA AL LAGER. LA VICENDA DI UN DEPORTATO CALABRESE”

L’appuntamento è fissato per mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 17, a Roma presso la Casa della Memoria e della Storia, nel settantesimo anniversario della liberazione dei campi.

30/03/2015

L’Associazione Nazionale ex Internati nei Lager nazisti presenta il libro “Giovanni Grillo – da Melissa al Lager. La vicenda di un deportato calabrese” Ediz. Pubblisfera, scritto dal giornalista Rai e scrittore Gennaro Cosentino.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 17, a Roma presso la Casa della Memoria e della Storia, nel settantesimo anniversario della liberazione dei campi.
Il libro di Gennaro Cosentino è incentrato sulla figura di un IMI calabrese, Giovanni Grillo, originario di Melissa ( Crotone ). E’ un libro che parte dai documenti (lettere dal lager, foto, certificati medici e altra corrispondenza) conservati dalla famiglia Grillo e affidati allo scrittore che li ha contestualizzati, inquadrandoli nella dolorosa storia di quegli anni di distruzione, violenza e sopraffazione. La vicenda di Giovanni Grillo assume, così, un valore simbolico, per i seicentomila prigionieri in mano ai tedeschi, il cui contributo alla Resistenza italiana, di grande valore morale, solo da pochi anni è stato riconosciuto e comincia ad avere il suo spazio nelle manifestazioni ufficiali.
I prigionieri italiani, definiti IMI dal regime nazista, a fronte di fame, umiliazioni, sevizie e lavoro coatto, seppero conservare intatto il loro onore di soldati, rifiutando di collaborare con le forze armate tedesche o più tardi con l’esercito della Repubblica sociale di Mussolini. Come dice la figlia di Giovanni Grillo, Michelina nell’introduzione, fu “una scelta per la Patria, volontaria e consapevole”.
Perciò siamo grati – affermano i rappresentanti dell’A.N.E.I - a chi ha dato voce a questi oscuri soldati e ha sollevato quella coltre di oblio in cui per tanti decenni erano rimasti nascosti, perché se i fatti non si conoscono non possono produrre frutti.
E vogliamo dire – aggiungono – grazie alla dott.ssa Grillo e al dott. Gennaro Cosentino, che hanno voluto tirar fuori questa storia dai documenti di famiglia e rendere omaggio – attraverso Giovanni - a tutti gli IMI, appartenenti a tutte le regioni d’Italia, che in quelle situazioni terribili, dettero, nonostante tutto, prova di unità morale del nostro Paese e testimonianza di rigore e di intransigenza a costo della vita. Una lezione che gli italiani, a 70 anni da quegli eventi, hanno, purtroppo, ancora bisogno di conoscere e ricordare.